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Zanzibar: vacanza tra le spezie d’Africa

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Zanzibar: vacanza tra le spezie d’Africa

Roma Fiumicino, ore 23.30, ci imbarchiamo: dopo circa 10 ore arriviamo all’aereoporto di Zanzibar, ma la vacanza non sembra iniziare sotto i mgliori auspici: infatti, piove a dirotto.

In pochi minuti le strade si allagano e il tragitto verso il villaggio sembra interminabile.

Finalmente arriviamo sulla costa e, come per magia, smette di piovere. Inizia da li la nostra avventura d’Africa.

I Masai ci accolgono con le loro uniformi da antichi guerrieri e le mamy ci accompagnano nella nostra camera.

L’atmosfera è davvero cordiale e ci ambientiamo all’istante.

Il tempo di lasciare i bagagli e indossare il costume: la spiaggia ci aspetta.

La sabbia bianchissima, l’acqua cristallina e la brezza che accarezza la pelle fanno solo da preludio allo splendido tramonto che si scorge all’orizzonte.

Solo allora mi rendo conto che quanto si dice, cioè che tramonti africani sono i più belli del mondo, è vero.

Il giomo dopo, con i ragazzi del luogo ( cosiddetti beach boys) organizziamo il tour delle spezie.

Si parte all’alba e in breve ci ritroviamo in una foresta dai colori e dai profumi indescrivibili.

E’ qui che nascono le spezie che ritroviamo sulle nostre tavole ogni giorno.

Non puo mancare naturalmente lo shopping al mercatino allestito appositamente per noi in mezzo agli alberi e così, dopo circa 3 ore, tomiamo al resort carichi di spezie e di piante aromatiche di ogni tipo.

II mattino dopo visitiamo la capitale Stone Town.

Lo scenario è totalmente diverso da quello turistico cui siamo abituati.

II mercato della carne è invaso da mosche e insetti di ogni tipo, la frutta e la verdura sono disposte per terra in recipienti arrangiati e la gente contratta un prezzo gia ridotto al minimo.

Ma quello che più ti colpisce sono i bambini, con i loro grandi occhi scuri e tristi, che però si riempiono di gioia quando prendiamo dai nostri zaini matite e libri da colorare, portati appositamente per loro dall’Italia.

I giorni successivi trasconono velocemente, tra escursioni, bagni con i delfini, cene in spiaggia e spettacoli tipici.

II ritorno alla realtà di tutti i giorni è davvero triste e ogni tanto, ancora oggi, penso con nostalgia a quei momenti. Chissà se questo è il mal d’Africa, ma soprattutto, quale sarà la cura?

Recensione inviata da Arturo P.

 

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