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Vacanza nei Templi della Sicilia

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Vacanza nei Templi della Sicilia

Un piccolo viaggio, tre giorni placidi e ricchi nell’Isola delle iperbole, la Sicilia.Qui arte, storia e cultura si fondono con un paesaggio intenso, fuori dagli stereotipi di “mare e terra bruciata dal sole”.

La strada che percorriamo mostra coste rocciose con alti faraglioni che si alternano a strisce di sabbia protetta dalla macchia mediterranea, paesaggi verdi e fertili e dietro una curva la stessa strada ci svela una terra che diventa arida e stepposa.

E poi i vulcani, unici e inimitabili con i loro particolarissimi ecosistemi.

Se non bastassero motivi per il viaggio, aggiungiamo l’ospitalità aspra dei siciliani e un’ipercalorica gastronomia che fonde, ad esempio, lo zafferano ai pistacchi e la cioccolata alla pasta di mandorle.

Il nostro piccolo itinerario siciliano passa per i templi e siccome sono davvero tanti i siti (Solunto, Imera, Mothia, Eraclea, Morgantina, Mozia, Piazza Armerina, Ortigia, Tindari, ad esempio) ne scegliamo solo 3.

Tre giorni, tre siti: Segesta, per smarrirci nello spazio dove riposa il Tempio;

Selinunte, per stupirci di quanto siamo piccoli davanti ad una colonna abbattuta nel Tempio e Agrigento, per perderci nei percorsi della Valle dei Templi.

Per visitare le tre tappe proposte, vi consigliamo di viaggiare all’interno della settimana, fra il mercoledì e il sabato, per evitare le lunghe file ai parcheggi.

Se poi viaggiate d’estate, portatevi assolutamente dietro una bottiglia di acqua fresca, la Sicilia d’estate sa essere torrida!

Partiamo da Palermo verso la prima tappa del nostro miniviaggio, l’autostrada A29 per Mazzara del Vallo ci consente di raggiungere Segesta in un’oretta circa. Ad accoglierci, solitario e suggestivo, il tempio, scenografico, con la sua struttura a cielo aperto e le sue colonne lisce.

Non è stato costruito (come può sembrare) dai greci ma testimonia il passaggio degli Elimi in Sicilia.

Molto probabilmente erano profughi Troiani, fuggiti dopo la distruzione della loro città, ed approdati in Sicilia dove si unirono felicemente alla popolazione.

Fondarono Segesta, città stato abitata fin dal IV secolo a.c. e ci hanno lasciato in eredità due monumenti incredibili, il tempio in stile dorico e il teatro ellenistico.

Il primo, in stile purissimo, edificato fuori dall’acropoli nel 460 a.c., il secondo in parte scavato e in parte costruito sulla roccia, a picco sul mare a circa 440 metri di altezza. Si ritiene che questo tempio, con le sue 6 colonne sul lato corto e 14 su quello lungo, sia uno dei templi più belli di tutta l’antichità.

Il teatro, che poteva ospitare fino a 3.000 persone, è una mezzaluna di 63 metri di diametro ed è dotato di una acustica insuperabile tanto da ospitare ancora, a 2.000 anni di distanza tragedie e spettacoli classici.

Se posizionate il vostro viaggio in estate, fra luglio ed agosto, il consiglio è di assistere ad una rappresentazione. Ne vale davvero la pena.

La storia tramanda la forte rivalità di Segesta con Selinunte, la seconda meta del nostro piccolo viaggio, e con questo stimolo riusciamo ad abbandonare l’incanto che ci ha rapito.

Selinunte, ad oggi il più ampio parco archeologico d’Europa, con i suoi 1.740 Km quadrati di estensione, abbaglia con la vastità del luogo, con l’acropoli, i 5 templi e le fortificazioni in riva al mare, con i 3 templi della collina orientale, il santuario della Molophoros, le necropoli.

Si estende fra due fiumi, in riva al mare (il suo porto è ancora interrato) ed è circondato da una natura bellissima, un uliveto rigoglioso, alberi di Fichi e Mandorle.

Fondata dai Dori nel VII secolo a.c., alleata dei Cartaginesi, sempre in forte contrasto con Segesta fino al 409 a.c. anno in cui fu distrutta proprio dai Cartaginesi prima del passaggio dei Romani, ridotta ad acropoli, sottomessa al dominio dei Punici che la ricostruirono. Come se non bastasse nel secolo X o XI un violento terremoto la ridusse in un cumulo di rovine. Passeggiando fra queste rovine conoscendo la sua travagliata storia, si resta abbagliati al pensiero di quanto dovesse essere evoluta e ricca la civiltà che ha pensato di erigere così tanti Templi e così maestosi.

La sensazione è quella di camminare in un parco giochi per giganti, costellato di pezzetti di costruzioni sparpagliati in giro, come ad aspettare una mano li ritiri su e ricostruisca.

In mezzo alle colonne abbattute e alle enormi basi del Tempio non si può non immaginare il rumore del terremoto che ha sconquassato il terreno.

Se Segesta ci ha colpiti per la sua scenografia, questo secondo sito ci resta nel cuore per la maestosità e la spettacolare grandezza.

La nostra terza tappa è forse il sito archeologico più rinomato di tutta l’Isola, la Valle dei Templi di Agrigento. Fondata probabilmente nel 582 a.C., è stata una delle più autorevoli colonie greche della Sicilia. Anche per questi templi la storia è stata travagliata. Incendiati dai Cartaginesi nel 406 a.c., restaurati dai Romani nel I sec. a.c., poi forse gli eventi sismici, o la furia dei cristiani ed ecco il crollo definitivo.

Unico rimasto intatto: il Tempio della Concordia probabilmente perché nel VI sec. venne trasformato in chiesa mentre tutte le altre costruzioni venivano saccheggiate come cave di materiale da costruzione.

La valle conserva 10 templi, 3 santuari, 3 basiliche paleocristiane.

I Templi sorgono lungo un crinale, quello che chiamiamo impropriamente “La Valle” e sono stati eretti nell’arco di un secolo a testimonianza della prosperità della città. Il sito si divide, in modo immaginario, in due zone.

All’entrata, alla nostra desta guardando il mare troviamo il Tempio di Giove Olimpico, un monumentale edificio anche se ormai quasi completamente distrutto, i santuari di Demetra e Core e i resti del tempio di Castore e Polluce. A sinistra possiamo passeggiare nella storia toccando, dopo il Tempio della Concordia, il Tempio di Giunone, il Tempio di Ercole, e infine il santuario rupestre di Demetra.

Con la sua architettura di tufo sullo sfondo del mare, la Valle può essere visitata di giorno e di notte. La prima visita è libera, la seconda solo guidata, al chiaro di luna. Segesta, Selinunte e La Valle dei Templi ad Agrigento, solo un antipasto della iperbole Sicilia.

 

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