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Vacanza capodanno a Utrecht in Olanda

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Vacanza capodanno a Utrecht in Olanda

A Utrecht dall’ oro alle magie di Rietveld

Quasi ferma nel tempo, Utrecht.

Tanto che il suo centro storico, con l’intrecciarsi dei canali e gli antichi edifici dalle architetture intatte, sta per essere incluso nel Patrimonio mondiale dell’Unesco.

Da non perdere la crociera sull’Oudegracht (vedi ), il canale che circonda la città vecchia come un prezioso anello.

Partenza sotto il castello medioevale di Oudaen, oggi accogliente caffè e ristorante (tel. 0030/2311864, www.oudaen.nl).

Per i più sportivi il giro è in canoa o pedalò.

Si naviga fra silenziosi spazi verdi, armonia di facciate dove l’esiguità delle strutture in mattoni rossi lascia lo spazio alle grandi finestre dagli infissi bianchi.

Dall’acqua si scoprono i ponti percorsi dal brulichio costante di biciclette e le banchine ombreggiate di castagni. Un tempo approdo dei battelli, oggi i magazzini portuali affacciati sul canale sono convertiti in un fronte continuo 38 diritti consumi scelte il Salvagente/2-9 dicembre 2010 di ristoranti e caffè, atelier di artisti e originali abitazioni.

Data anche la presenza di 70mila studenti che rendono la vita notturna piena di tentazioni, Utrecht non ha l’aspetto di una cartolina nostalgica. Vivacissimo il centro storico, con le stradine vietate alle auto, i giardini nascosti come claustri. Magnifico quello del Duomo, dominato dall’elaborata torre medioevale, 112 metri d’altezza e 465 scalini per la più grande costruzione ecclesiastica d’Olanda, ma il panorama ripaga lo sforzo. Nessun timore di far convivere il vecchio con il nuovo, nella città che si dice vanti la maggior concentrazione d’arte al mondo per chilometro quadrato. Qui tutto, come del resto in Olanda per gli spazi esigui, viene fruito e recuperato.

Non è un caso quindi che le mostre del progetto Art Cities siano ospitate in antichi edifici.

Il convento di Santa Caterina, custode di un tesoro di calici e reliquari e di una serie di capolavori di arte medioevale, è ambientazione perfetta per Oro (aperta fino al 6 gennaio 2011). Creata dallo stilista Aziz, grazie a prestiti eccellenti (dalla Casa reale olandese al Museo di Stato di Mosca), la mostra offre riferimenti al passato e nuove prospettive e interrogativi sul prezioso metallo. Sulle pareti scintillanti corone reali e ostensori, cinture assire e icone ortodosse, Bibbie serbe e anelli vescovili si alternano a rubinetti d’oro per yacht miliardari, al pallone d’oro conquistato da van Basten nel 1988, al computer dorato pezzo unico della Apple, alla maschera di Michael Jackson opera di Andre Lassen.

Esotiche rarità propone SingSong, ovvero “Orologi preziosi della Città Proibita”, al Museo Speelklok, celebre nel mondo per riunire centinaia di strumenti per la musica meccanica: dagli organetti di strada a quelli da caffè, da fiera e da sala da ballo, dai pendoli musicali agli automi: fino al 28 febbraio espone quanto di meglio creato nel XVIII secolo per l’imperatore Qianlong, e non tanto per misurare il tempo quanto come oggetto di meraviglia e divertimento in un trionfo di “cineseria” e rococò. Di segno opposto la mostra L’universo di Rietveld, al Museo Centrale fino al 31 gennaio (www.rietveldyear.com).

È l’occasione per conoscere, attraverso progetti, modellini e filmati, l’architetto e designer nato a Utrecht nel 1888 che, per genialità e inventiva architettonica, è stato compagno e stimolo per Le Corbusier, Wright e Mies van der Rohe, ma ai più è noto come padre della sedia rossa e blu, capolavoro (nel 1918) di sintesi di forme e materiali. Dal suo ingegnoso talento nascono edifici ancora moderni e oggetti insuperati come la sedia zig-zag realizzata nel ’38 con un solo pezzo di legno piegato a caldo.

Membro del movimento De Stijl – Gerrit Thomas Rietveld ha contributo al rinnovamento dell’arte moderna come Mondrian, con cui ha in comune la visione cromatica e la purezza semplificata del segno – concretizza le sue teorie nel 1924 nella Schröder House a Utrecht.

La casa, pensata come colorato spazio aperto da dividere secondo le necessità della giornata, è Patrimonio dell’Unesco e visitabile su prenotazione in Erasmuslaan 5 (tel. 0031/302362310, e-mail veringen@centraalmuseum. nl).

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