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Rennes le chateau: vacanza in Francia

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Rennes le chateau: vacanza in Francia

Un’intricata vicenda fra storia e realtà. Un best seller da 80 milioni di copie vendute. Un viaggio alla scoperta di luoghi bellissimi e misteriosi. Il romanzo è “Il codice Da Vinci”, opera che può aver ispirato tante cose: sdegno, invidia, sicuramente tanto interesse…ma il fenomeno letterario di Dan Brown può decisamente ispirare anche un viaggio, poichè i luoghi di cui tratta il romanzo sono tutti veri.

Il più “vero” di tutti questi, in realtà, è l’unico non citato direttamente, ovvero il piccolo paesino di Rennes le Chateau, ispirazione velata ma non troppo nella stesura dell’avvicente trama, di cui resta solo traccia nel nome del personaggio che apre il romanzo: Berenger Saunière.

Un’omonimia che è più che altro un accenno, riferito alla storia che in quel piccolo paese sperduto del sud della Francia, non molto lontano dai Pirenei, coinvolse il parroco del paese, appunto Saunière, e che ha reso questo antico borgo, che conta una manciata di abitanti, meta di studiosi e visitatori a migliaia. Siamo alla fine del XIX secolo.Leggenda vuole che, durante i lavori di ristrutturazione della chiesa, poi dedicata a Maria Maddalena, Saunière abbia fatto una scoperta che cambierà da quel momento totalmente la sua vita, un documento, forse, un albero genealogico, un reperto, comunque sia qualcosa che attirò ben presto l’attenzione della Chiesa su questo paesino di montagna. Il parroco continuò il resto della sua vita spendendo enormi quantità di denaro, abbellendo la chiesa e realizzando villa Betania, il tutto contraddistinto da uno stile stravagante e con ricorrenti richiami all’esoterismo.

Un segreto che, crederci o no è un altro discorso, è rimasto per anni sepolto se non per qualche pubblicazione, fino al 1982, con l’uscita del dossier “Il santo Graal” ( titolo originale “The holy blood and the holy grail) scritto da tre giornalisti americani, Baigent, Leigh e Lincoln. Proprio da qui Dan Brown ha preso spunto per il suo romanzo, trasformandolo in una vera miniera d’oro, e diventato anche un film, che ha riportato alla luce la leggenda trasformando Rennes le Chateau in una meta turistica ambitissima.

Un fenomeno che ha portato scompiglio e ricchezza nel paese dell’Aude, che si è ben presto organizzato nella gestione delle visite alla chiesa e alla villa di Saunière, proibendo l’ingresso al cimitero e vietando con grandi cartelli ammonitori di scavare in qualsiasi luogo del territorio comunale. Eh sì, perchè oltre ai semplici lettori curiosi, molti studiosi, più o meno autorizzati e autorevoli, hanno fatto meta qui per trovare risposte, ma soprattutto tesori nascosti! Col passare del tempo, la moda ha lasciato il passo ad altro, e così ora Rennes è rimasta scelta di pochi.

Il paese, situato su una collina che domina ambi spazi gialli di girasoli, a pochi chilometri dalla 80 zona dei castelli catari, ha mantenuto la sua semplice forma, senza diventare troppo commerciale e omologata, offrendo al visitatore le sue vecchie case, i resti del castello, una libreria specializzata in esoterismo, un piccolo bar con dei gelati gustosi al sapore dei fiori, ed un angusto negozio di souvenir dove la maggior parte delle cose in vendita è realizzata artigianalmente dal proprietario.

Tutto è così straordinariamente semplice nella sua disarmonia, la bizzarra storia di Saunière aleggia per il paese e ci convive, spargendo in ogni dove tracce di sè. La villa Betania, con la famosa biblioteca nella Torre Magdala, rappresenta tutte le contraddizioni della storia, con una serie di stranezze infinita, una sfolgorante dimostrazione di ricchezza impensabile per un curato di campagna.

Ma c’è un altro luogo, dove la storia di Saunière, così come quella narrata nelle pagine del Codice Da Vinci, ha luogo, ed il viaggio prosegue nord, direzione Parigi.

Nella capitale francese tantissimi sono i richiami alla leggenda di Rennes le Chateau, ed è questo un modo per visitare la città in maniera diversa, più “avventurosa” e misteriosa. Per esempio, si può dire che Dan Brown ha fatto per la chiesa di St Sulpice ciò che Hugo fece per la Cattedrale di Notre Dame: la chiesa, che è la secondo per grandezza a Parigi, generalmente fuori dal classico percorso di visita dei turisti, è stata letteralmente invasa da visitatori venuti apposta per ammirare l’enigmatico gnomone, la meridiana ad obelisco e la lunga linea in ottone che segna con precisione gli equinozi. Altra tappa immancabile del percorso è il museo del Louvre, dove termina il romanzo di Dan Brown, proprio all’incrocio delle due piramidi situate all’ingresso del museo, nel primo piano interrato.

Qui, la celebre “Monnalisa” e “I pastori di Arcadia” di Poussin sono oggetto di venerazione per chi cerca messaggi nascosti. Esistono poi guide specifiche per chi volesse continuare la ricerca di segni e riferimenti, dal femminino sacro alla mitologia, dall’esoterismo alle società segrete, il tutto dedicato a chi non si accontenta di quel che l’occhio vede, ma vuole capire e cercare di leggere quello che, come si suol dire, è scritto in trasparenza “fra una riga ed un’altra” della storia.

 

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