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Parco Regionale Riviera di Ulisse: vacanza in provincia di Latina

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Parco Regionale Riviera di Ulisse: vacanza in provincia di Latina

Ci sono luoghi che si attraversano con gioia e poi restano li dove sono. Ci sono luoghi che evocano nella nostra memoria ricordi e poi restano li dove sono.

Ci sono invece luoghi che toccano il nostro cuore e non ci lasciano più, è questo il caso del Parco Riviera di Ulisse.

Siamo in provincia di Latina e l’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse qui gestisce tre aree protette, separate fra loro, comprendenti ambienti di terra e di mare, flora, fauna e storia. Parliamo del Parco di Gianola e Monte di Scauri, del Parco di Monte Orlando e del parco Monumento Naturale di Sperlonga. I comuni che ricadono all’interno di queste aree protette sono Gaeta, Formia, Minturno e Sperlonga. L’Ente Parco si occupa della gestione, conservazione e vigilanza degli ambienti naturali, di educare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente, di promuovere il turismo ecosostenibile e i prodotti tipici, e di recuperare e gestire i manufatti e gli immobili presenti nei siti.

Competenza e professionalità oltre ad un grande amore per il loro lavoro mi è arrivato da tutti coloro che sono stati coinvolti in questo mio viaggio attraverso questo vasto territorio, 467 ettari a terra e 101 a mare, grossomodo. La Dottoressa Maria Rosaria Perna è stata il nostro Cicerone accompagnandoci passo passo, grazie a lei ogni fiore ha avuto un nome e una storia, i resti archeologici si sono colorati di immagini, e perfino il Falco che ha fatto capolino in una valle ha svelato il suo volo.

La prima cosa che colpisce, arrivando in queste aree protette, è certamente la vegetazione, forse non tutta autoctona e spesso frutto di impianti dovuti alla presenza umana in queste zone, ma comunque suggestiva. Spicca subito il bosco che differisce a seconda della zona in cui si cammina. In quello del Parco di Gianola e Monte di Scauri è formato in prevalenza da Querce da Sughero, Lecci e Roverelle. Spostandosi nel Parco di Monte Orlando la presenza umana si scopre molto forte.

Il bosco è prevalentemente formato da Lecci, frutto dei rimboschimenti effettuati dai Borboni intorno al 1850, oltre che Pini, Roverelle e Olivi. Qui sono molto presenti anche i Carrubi, le cui bacche sono prelibatezze per i cavalli che testimoniano come questi alberi venissero impiantati per scopi militari. Avvicinandoci al mare, ovunque, il bosco si trasforma nella macchia mediterranea, con il Mirto, gli Asfodeli, il Lentisco, la Ginestra, il Corbezzolo e il Cisto, e molte altre. Sparse sul terreno e ben visibili ad un osservatore attento, si possono notare splendide Orchidee Selvatiche, Gladioli e Iris. Naturalmente tutto quello che può fiorire in questo periodo è fiorito.

Il lentisco sembra vestito a festa con la sua livrea di infiniti puntini rossi, mentre il cisto con il suo centro giallo sole simula una nevica estiva sulla vegetazione.

I Ciclamini sembrano piccoli cuori rossi che fanno capolino dal terreno e ciuffi di Pervinche sembrano damigelle con l’abito della festa in contrasto con la rossa e arrogante fioritura della Sulla. Un plauso particolare merita una pianta, detta volgarmente “Tagliamani” o “Stamma” diffusissima in ogni angolo dell’area protetta il cui fogliame lungo, stretto e tagliente è ancora oggi utilizzato dagli artigiani impagliatori per produrre ceste, sedie, borse o cappelli. Il Parco tutela un prezioso frammento di habitat mediterraneo costiero che annovera al suo interno un piccolo invertebrato, più precisamente una farfalla, detta “Ninfa del Corbezzolo”, legata proprio alla presenza di tale pianta le cui foglie costituiscono il nutrimento dei suoi bruchi, dalla bizzarra testa a 4 punte. Tale farfalla è l’unico rappresentante Europeo di un genere tipicamente tropicale.

Fra farfalle, api, insetti e lucertole coloratissime, vivono splendidamente numerosi uccelli, dal Gabbiano al Rondone fino al Falco Pellegrino. Contattando il parco sarà possibile anche partecipare ad una delle interessanti iniziative organizzate tra le quali l’inanellamento degli uccelli migratori.

Sono numerosissime le specie di uccelli presenti in queste zone protette, uno di questi è venuto molto gentilmente a conoscerci: una splendida Upupa con il suo ciuffo “rocchettaro”. Mentre un riccio ci attraversava la strada, abbiamo saputo dalle nostre guide che con la giusta pazienza del caso avremmo potuto vedere anche Ghiri, Volpi, e Tartarughe di terra. Un vero paradiso per rifarsi gli occhi o per insegnare alle giovani generazioni che “i polli non nascono in vaschette di plastica” al supermercato. In particolare per i bambini il Parco propone il bellissimo progetto: Una Merenda al Parco, ovvero passeggiate educative con tanto di merenda!

Un progetto ghiotto e fortemente di impatto. Al Parco di Gianola e Monte di Scauri troverete poi un parco avventura denominato “Parco Sospeso” gestito in collaborazione con la sezione di Esperia del Club Alpino Italiano. Dopo la natura è venuta la storia a sorprenderci. In questo parco si conservano anche i resti di una delle caratteristiche delle coste Laziali: i luoghi di residenza e villeggiatura di importanti personalità di epoca Romana e le Torri a difesa delle coste dagli attacchi di Saraceni e pirati.

La fastosa Villa di Mamurra che sorgeva a pochi metri dal mare, e la Grotta della Manara, un lungo corridoio scavato nella roccia per raggiungere dall’alto della villa le due vasche termali, Calidarium e Frigidarium, a livello del mare. Inoltre il Porticciolo in origine usato come allevamento dei pesci per la villa e in seguito trasformato da successivi proprietari in piccolo porto. Del Tempio di Giano, che potrebbe aver addirittura influenzato la costruzione della più fortunata Domus Aurea si conservano solo poche rovine poiché è andato distrutto nei bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Il Monumento Naturale di Sperlonga ospita al suo interno il complesso della Villa di Tiberio, disposta su due livelli, con un lungo portico che conduceva ad una grotta naturale, al cui interno si effettuava l’acquacoltura; in seguito Tiberio la trasformò un sontuoso ninfeo per banchetti e spettacoli. Il Parco di Monte Orlando, infine, abbraccia un arco di tempo che va dall’età Romana fino al Regno Borbonico della seconda metà dell’800. Fra batterie, polveriere, casematte, cisterne e camminamenti, spicca il “Mausoleo di Lucio Munazio Planco”, uno dei monumenti funerari tra i meglio conservati della romanità, eretto nel 22 a.c. dal famoso generale di Giulio Cesare.

E se tutto questo ancora non vi ha perdutamente conquistato, basteranno i panorami, con le falesie a picco sul mare, e i gabbiani che si stagliano fra il cielo e l’orizzonte. Il mare è una riserva naturale protetta, anche lui, perfetto per chi ama le immersioni. Un mondo multicolore sotto questo immenso cielo liquido che tutto tocca.

Se vi sembra dalle mie parole che io sia innamorata di questo spicchio di natura, è vero, anzi di più. I tre guardia parco che si sono avvicendati nei sentieri accompagnandoci, ci hanno fatto vivere le giornate di chi protegge e tutela per noi questo patrimonio, un grande lavoro, spesso poco riconosciuto e noi della redazione di Travel and Fun ci sentiamo di ringraziarli perché è grazie a persone come loro che tutti possiamo godere di queste bellezze. Grazie Palmaccio, Romano e Leccese, grazie davvero.

E grazie per l’aiuto nella stesura di questo articolo alla Dottoressa Maria Rosaria Perna sempre disponibile e preparatissima e al Signor Francesco Del Pozzone, un vero grande esperto che ha fornito materiale storico da cui ho attinto a piene mani.

Un ringraziamento anche alla Direttrice del Parco, la Dottoressa Matilde Scalesse, che manda avanti tutto questo territorio con un sorriso, che ci ha concesso l’utilizzo e la divulgazione del materiale, anche fotografico, unitamente al Commissario Cosmo Mitrano per la sua cortesia e disponibilità, oltre che per l’impegno che infonde nel suo lavoro quotidiano.

Per tutte le informazioni e per i contatti: Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse Tel. 0771.743070 www.parcorivieradiulisse.it In redazione arriva al volo un ultima news: il Mausoleo di Lucio Munazio Planco sarà riaperto al pubblico sabato 30 aprile 2011.

Non perdete questo evento.

 

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