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Paesi Catari: vacanza in Francia

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Paesi Catari: vacanza in Francia

Vacanza e viaggio sono due concetti molto differenti.
La vacanza è fatta per riposare, passare i giorni sotto l’ombrellone, fra il mare ed il sudoku.
Nel viaggio, invece, non c’è traccia di riposo, il tempo vola mentre ci si nutre di ciò che si vede intorno, si mangiano cose nuove, si parlano nuove lingue, interessandosi a persone che molto probabilmente non si incontreranno mai più…. in poche parole, si VIVE.

Così si devono intendere i Paesi Catari, una terra che, solo come poche, sa dare soddisfazione al viaggiatore, nella pressoché totale mancanza di tutti quei servizi ricercati dal “più tranquillo” vacanziere.

A cavallo fra la Linguadoca ed il Rossiglione, i paesi Catari si estendono in un territorio aspro e roccioso, alternato ad ampie e colorate valli solcate da placidi fiumi come l’Aude e l’Ariége.

Il loro nome deriva dalla religione catara, o albigese, che ponendo qui le sue più forti radici, rese questi piccoli centri protagonisti di uno degli eventi più sanguinosi della storia medievale, e forse più sconosciuti: la Crociata Francese, che fra il 1209 e il 1228 portò alla totale sopressione della religione considerata eretica, con assedi, battaglie e un numero immenso di morti.

Proprio da questo periodo storico arriva la principale attrazione dei paesi Catari, ovvero le rocche e castelli che sovrastano il paesaggio, testimoni muti di un passato che ancora molto pesa nell’immaginario comune e nelle tradizioni del territorio.

Sono luoghi di leggende e credenze antiche, non vi è castello dove non si parli di tesori nascosti, epiche battaglie e misteri dal fascino esoterico.

Prima tappa, immancabile e assolutamente indimenticabile, oltre che unico luogo in cui non mancano certo i turisti, è Carcassonne, cittadina medievale patrimonio UNESCO, unica al mondo per grandezza e stato di conservazione, tale da permettere al visitatore un vero e proprio viaggio nel tempo. La sera, soprattutto, la “Cité” resta regno di pochi, e regala le atmosfere migliori.

Doverosa la visita del castello e della cattedrale di San Nazario, così come una sosta in uno dei tantissimi ristorantini sparsi fra i vicoli e le piazze, per gustare il piatto tipico, la Cassoulette, magari accompagnata da un fresco vino rosé o da uno bianco di Limoux.

E se Carcassone era la capitale dei paesi catari, tutto il territorio circostante, fino ad arrivare ai piedi della catena dei Pirenei, è punteggiato di rocche e torri che, fungendo da avamposti, erano luoghi di rifugio negli anni della crociata.

Molte di queste fortificazioni oggi sono poco più che ruderi, e la maggior parte di esse furono poi rimaneggiate e riadattatie dai francesi come punti di sorveglianza al confine con il potente regno d’Aragona.

Aguilar, Arques, Minerve, Puilaurens: in un territorio alquanto ameno, dove le case si contano sulle dita di una mano, e la natura, impervia e dalle sfumature ramate, la fa da padrona, spuntano ad ogni curva fortificazioni imponenti e severe, più o meno conservate, alternate a romantici paesini come Alet-les Bains (dove ancora si ricorda la residenza per molti anni di Nostradamus) e Rennes les Bains, centri noti per le qualità termali dove rare, ma caratteristiche, strutture possono dare ospitalità a prezzi incredibilmente bassi, mentre in alcuni casi diventa davvero difficile trovare qualcosa da mangiare…per non parlare poi dei rari distributori per la benzina: ecco perchè si consiglia di fare il 84 85 pieno tutte le volte che se ne incontra uno, e… magari…”armarsi” anche di panini e bevande! Fra le tante fortezze, imperdibili sono Montsegur, Peyrepertuse e Puivert, indimenticabile set delle scene finali del film “La Nona Porta” di Roman Polanski.

Caratteristica principale, difficilmente non notabile, è la consueta costruzione in cima a colline rocciose, punto di forza ma anche di debolezza, poichè proprio a causa della loro posizione tali castelli non avevano risorse d’acqua, per la cui carenza molti dovettero arrendersi durante gli assedi della crociata.

Volontà e scarpe buone, come si suol dire, come per sfidare il vento nel risalire la torre di Quéribus, prova di forza premiata da panorami davvero impagabili, veri paradisi per gli appassionati di fotografia ma non solo.

Tutte le strade, che in Francia, si sa, non mancano di certo, sono ben segnalate ed in condizioni ideali per un viaggio “on the road”, in cui può essere normale non incrociare nessuno per chilometri e chilometri.

Nella loro diversità, fatta di luoghi impervi e paesi quasi deserti, questa terra dall’aria malinconica riesce a far innamorare il viaggiatore, soprattutto se prima di partire ne approfondisce la storia, per subirne ancora di più il fascino misterioso.

Per questo, invece di far riferimento alle “classiche” guide, è consigliabile la lettura del romanzo, opera prima di Kate Mosse, intitolato “I codici del labirinto” e completamente ambientato nei paesi catari, fra ricostruzioni storiche, leggenda e realtà.

 

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