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Il flop annunciato dei buoni vacanza: nuova proroga?

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Il flop annunciato dei buoni vacanza: nuova proroga?

All’ultimo momento hanno addirittura dovuto prorogare la scadenza dei buoni vacanza al 4 luglio. I buoni vacanza, i ticket governativi che secondo gli spot consentivano “una grande vacanza anche a chi ha un piccolo reddito”, scadevano il 30 giugno 2010.

È stata necessaria una proroga per permettere a chi li stava utilizzando di concludere il proprio soggiorno in questi giorni.

A onor del vero i buoni vacanze, istituiti dal decreto della presidenza del Consiglio del 21 ottobre 2008, attuati solo nel novembre 2009 e resi operativi soltanto a partire dal 20 gennaio 2010, non hanno mosso le masse.

Nonostante siano stati stanziati 5 milioni di euro, ne hanno fatto richiesta poco più di 25mila italiani.

Se tutti avessero poi effettivamente dato seguito alla domanda ci sarebbero voluti oltre 9 milioni di euro per coprire la richiesta.

Ma la procedura è stata completata da appena 6.630 cittadini, i fortunati che, insieme alla propria famiglia, sono davvero riusciti a partire con i buoni della Brambilla.

Ma perché tanti cittadini hanno rinunciato ai buoni vacanze?

Massimo Abbate è il direttore della società “non profit” Buoni vacanze Italia che gestisce il sistema di prenotazione: “C’è stato un problema comunicativo. Il messaggio degli spot è 28 diritti consumi scelte il Salvagente/1-8 luglio 2010 passato come un regalo, come la possibilità di andare gratuitamente in vacanza”.

In realtà così non è. In base al numero dei componenti del nucleo familiare e al reddito, viene fissato un tetto massimo, “una sorta di impegno a spendere in turismo”, aggiunge Abbate. Su quell’importo viene calcolata la percentuale di contributo pubblico. Il resto, però, deve essere versato dal richiedente presso una filiale di Banca Intesa. Ad esempio una famiglia di quattro persone con reddito inferiore ai 25mila euro, poteva richiedere un libretto di buoni (in carnet di 20 euro) per un valore totale fino a 1.230 euro, pagandoli solo 676,50, con un contributo statale del 55%. I 676,50 euro però doveva versarli (bonifico gratuito) in banca.

A quel punto riceveva a casa il blocchetto di buoni che poteva spendere in circa 4mila strutture convenzionate. Tante persone, capito che il regalo nascondeva una brutta sorpresa, si sono tirate indietro. Non solo. “Lo strumento del buono vacanza – prosegue Abbate – nasce sia per agevolare il turismo anche tra chi ha un reddito basso sia per sostenere la domanda durante i periodi di bassa stagione”. In sostanza i ticket governativi non possono essere utilizzati in periodi di alta stagione, come dal primo luglio al 23 agosto o nel periodo natalizio. Così altre persone hanno rinunciato a perfezionare la pratica, visto che in genere sono luglio e agosto i periodi in cui, chiuse le fabbriche e le scuole, la famiglia italiana affolla le località balneari.

Ma per tra chi ha prenotato i buoni i problemi non sono finiti qua.

La scadenza troppo ravvicinata ha fatto desistere i più.“In realtà”, spiega Elisa Marchioni, deputata del Pd che sui buoni vacanza ha presentato la scorsa settimana una interrogazione parlamentare,“oltre alla carente informazione, si è perso troppo tempo per mettere a punto la procedura che doveva essere attiva già nel 2009 e invece le prenotazioni sono partite solo il 20 gennaio 2010.

Un peccato, perché lo strumento in sé può davvero favorire le famiglie meno abbienti e il turismo in bassa stagione”. I buoni per legge devono essere validi dalla data di emissione fino al 30 giugno dell’anno successivo e invece, aprendo i termini a gennaio 2010, i ticket erogati sono scaduti il 30 giugno scorso. “Chi è in questi giorni in vacanza può concludere tranquillamente il soggiorno”, rassicura Abbate, “perché la scadenza è stata prorogata al 4 luglio”.

E per gli altri? Fino a oggi sono stati impiegati 2,2 milioni di euro.

A disposizione restano circa 2,8 milioni di euro e al ministero del Turismo ci spiegano che “il decreto legge per riaprire i termini di presentazione delle domande è pronto, manca solo il parere della Conferenza Stato-Regioni”, visto che il turismo è di competenza regionale.

Si parla di una possibile riammissione delle domande il 23 agosto prossimo, con la possibilità di poter utilizzare, vecchi e nuovi buoni, fino al 20 dicembre 2010. Insomma, un gran bel pasticcio. “Al nostro sportello sono arrivate molte lamentele”, spiega l’avvocato Roberto Barbieri, della segreteria nazionale del Movimento consumatori, associazione che insieme ad Adiconsum e Federconsumatori gestisce lo sportello www.sosvacanze.it.

“In tanti hanno lamentato la difficoltà di provvedere alla prenotazione, visto che era possibile solo tramite il sito buonivacanze.it.

Altri ancora erano alle prese con la scadenza dei ticket. Infine molti si sono rivolti a noi per capire se si trattava di una vacanza a totale carico dello Stato o di altro. Lo strumento in sé non è sbagliato, ma la gestione è stata davvero disastrosa”.

 

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