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Gubbio: vacanza a Gubbio tra paesaggi e monasteri

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Gubbio: vacanza a Gubbio tra paesaggi e monasteri

Ricca di attrattive paesaggistiche e naturali, percorsa da una fitta rete di strade e sentieri, disseminata di antichi castelli, chiese, abbazie, pievi e monasteri: Gubbio è questo e molto di più.

Siamo arrivati nella splendida cittadina la sera dell’11 dicembre e abbiamo parcheggiato il camper in una vasta area adibita alla sosta, nelle vicinanze dello Stadio, molto ben curata e affollata da una fitta schiera di camperisti.

Siamo scesi per dare un’occhiata in giro e appena fuori dal camper davanti ai nostri occhi stupefatti è apparso un immenso albero di Natale, adagiato sulle pendici del monte Ingino.

L’albero sovrasta la città, oltre 250 punti luminosi di colore verde delineano la sagoma dell’Albero di Natale alto oltre 650 metri con il corpo centrale disseminato di oltre 300 luci multicolore e con alla sommità installata una stella della superficie di circa 1.000 metri quadri disegnata da oltre 200 punti luminosi.

Lo stesso, è in grado di realizzare un effetto cromatico assolutamente particolare ed unico.

Per le sue gigantesche dimensioni, nel 1991 è entrato perfino nel libro dei Guinness dei primati come Albero di Natale più grande del mondo.Viene acceso ufficialmente ogni anno la sera del 07 dicembre e rimane visibile dal tramonto in poi per tutto il periodo natalizio fino al 10 gennaio successivo.

Decine di migliaia di persone vengono tutti gli anni a Gubbio durante il periodo Natalizio proprio per ammirarlo.

La realizzazione è curata da un gruppo di volontari “Alberalioli” per pura dedizione al patrono S.Ubaldo e alla città di Gubbio. La mattina seguente è cominciato il giro alla ricerca delle principali attrattive della città. Si può fare il giro completo di Gubbio senza mai perdere di vista le mura Urbiche.

Di notevole interesse sono le sei porte che si aprono nelle mura: la Porta di S. Agostino, la Porta (doppia) di S. Pietro, la Porta degli Ortacci, quelle del Borgo (o di S. Lucia), di S. Croce e dell’Angelo (o di S. Ubaldo). Alcune di esse conservano avanzi di decorazione pittorica, stemmi della città o addirittura gli antichi battenti lignei. La cinta muraria di Gubbio, ancora ben conservata, fu edificata alla fine del sec. XIII e successivamente adeguata a nuove esigenze difensive. Subito fuori la cinta muraria occidentale sorge il Teatro Romano, (costruito alla fine del I sec. A.C.) tra porta degli Ortacci e Porta Castello in posizione centrale all’interno dell’area archeologica Guastuglia estesa a valle. Il Teatro fu uno degli edifici per spettacoli più capienti del tempo, costruito nel periodo di massima attività edilizia, fase a cui va attribuita anche la realizzazione del quartiere abitativo tardo repubblicano. Ricordato e descritto fin dal XV secolo, il teatro di Gubbio è un’importante costruzione paragonabile ai teatri Marcello e di Pompeo di Roma ed in grado di ospitare all’incirca 6.000 spettatori. La struttura oggi visibile, si deve ai restauri effettuati tra ‘800 e ‘900. Ospita una qualificata stagione estiva di spettacoli classici. Reperti archeologici di scavo, provenienti anche da altre zone della città, sono raccolti nel vicino Antiquarium, accanto a pannelli con immagini e didascalie analitiche.

Dal teatro romano, che costituisce il punto di partenza per un itinerario di visita alla città romana, abbiamo proseguito alla volta del centro storico, accessibile grazie ad un’agevole porta di accesso. Gubbio richiede senz’altro una visita senza fretta. Siamo rimasti impressionati dalla mole di cose da vedere.

Il centro storico è straordinariamente bello e suggestivo e conserva testimonianze eccellenti dell’epoca medievale. Testimonianza delle sue antiche origini sono le Tavole Eugubine, uno dei più importanti documenti italici, sette tavole bronzee scritte in lingua umbra conservate presso il museo Civico. Gubbio, inoltre, ospita capolavori architettonici che simboleggiano e richiamano la potenza di questa città-stato medievale. All’inizio del XIV secolo risale la costruzione del superbo complesso urbanistico del palazzo dei Consoli, simbolo della città e sede della pinacoteca e del museo Archeologico, dalla piazza pensile e dal palazzo Pretorio, oggi sede del Municipio.

Da ricordare inoltre palazzo Beni, palazzo del Bargello con la famosa fontana, e palazzo del Capitano del Popolo. Di linee rinascimentali il palazzo Ducale attribuito a Francesco Giorgio Martini, che documenta il fulgido periodo vissuto sotto la signoria dei Montefeltro. Di grande interesse anche la Cattedrale (XII secolo), Santa Maria Nuova, al cui interno si trova la Madonna del Belvedere di Ottaviano Nelli, la chiesa e Convento di Sant’Agostino (XIII secolo) con all’interno affreschi del Nelli, la chiesa e Convento di San Francesco, San Giovanni, caratterizzata dalla facciata e dal campanile in stile romanico, San Pietro e San Domenico.

Notevole anche la piazza 40 Martiri con chiesa ed Ospedale dei Bianchi, la loggia dei Tiratori e la chiesa di Sant’Andrea o Monastero di San Marziale. Un’altra attrattiva della splendida cittadina è il presepe con statue a grandezza naturale, allestito nello storico quartiere di San Martino, in occasione delle festività natalizie, dall’ 8 dicembre al 6 gennaio. Si tratta di una tradizione che si rinnova fedelmente dal 1999 e che anima i caratteristici ed incantevoli vicoli medioevali del quartiere nella sua parte alta, verso S. Croce (Via Capitano del Popolo, Via Ondedei, Largo Lando, Vicolo Lazzarelli, Via del Loggione).

Gli elementi architettonici delle case e delle vie con i loro archi, nicchie, portoni, piazzette e fontane diventano incantevoli e incredibili scenari per un presepe ambientato in pieno 1300, con personaggi che rappresentano, molto realisticamente, scene di vita quotidiana e i vari aspetti dei mestieri e delle arti della Gubbio medievale.

Il Presepe è realizzato da un comitato spontaneo costituito dai residenti delle vie interessate. Nel Comitato un ruolo molto importante hanno le donne, alle quali spetta oltre al merito dell’idea iniziale, anche l’onere di realizzare i molti vestiti degli abiti medievali che rivestono i figuranti le cui teste e mani sono realizzate in ceramica da abili artigiani del quartiere.

E a proposito di ceramiche, Gubbio offre produzioni artigianali che testimoniano la maestria secolare di una consolidata abilità anche per quel che riguarda la lavorazione del ferro battuto, il restauro del legno, la rilegatura dei libri, la lavorazione di tele a mano, una produzione che costituisce un’ulteriore attrattiva e ricchezza del territorio.

I vicoli del centro storico sono pieni di negozi dove è possibile ammirare le produzioni artigianali. Una cosa insolita che si può trovare in questi negozi, esposta in bella vista, è la “patente da matto”, un’insolita tradizione legata alla. Fontana dei matti, di piazza dei Consoli. Si tratta di una tra le fontane più conosciute d’Italia, risale al ‘500 ed è così chiamata perché, il visitatore che compie tre giri intorno alla vasca e di seguito viene battezzato con l’acqua al suo interno da persona del luogo acquista la cittadinanza eugubina a tutti gli effetti.

Si entra in possesso dell’ormai nota: “Patente da Matto” , un’ attestato importante e simpatico che chi viene a Gubbio non può non conseguire. Durante la nostra visita al centro storico ci è capitato di visitare anche un’interessante esposizione: “Il pianeta che cambia”. Gubbio, infatti, unitamente ad Assisi e Perugia è protagonista dal 27 novembre 2010 fino al 25 aprile 2011 di una Mostra dell’American Museum of Natural History di New York .

Tre interessantissime esposizioni, su Clima (Perugia 2 ottobre 2010 – 5 giugno 2011), Acqua (Assisi 2 ottobre 2010 – 15 maggio 2011) e Dinosauri (Gubbio 27novembre – 25 aprile 2011), una prestigiosa iniziativa di respiro internazionale che accende i riflettori sulle profonde trasformazioni che stanno interessando il nostro pianeta. Gubbia è una meta privilegiata anche per gli amanti della natura. A ridosso delle sue mura, si trova il Parco Ranghiasci, realizzato per volontà del marchese Francesco Ranghiasci Brancaleoni tra il 1831 e il 1849. L’area verde nacque con l’intenzione di creare un giardino all’inglese con grandi viali su un terreno degradante.

Furono abbattuti antichi edifici e al loro posto se ne costruirono altri, neoclassici o vennero risistemate rovine medievali per rendere possibile una passeggiata suggestiva e pittoresca tra castagni, tigli, aceri, lecci e ippocastani.

Dal parco si gode una splendida vista su tutta la città.

Una funivia collega Gubbio con il monte Ingino (m908s.l.m.) e conduce sino alla basilica di Sant’ Ubaldo.

Il monte è ricco di belle e vaste pinete e offre un panorama indimenticabile dell’Appennino Umbro-marchigiano.

A Gubbio, infine, ci siamo lasciati guidare dagli intensi profumi alla scoperta della cucina del posto; una cucina quella eugubina, semplice e genuina, legata alla tradizione contadina. Le liste di tutti i ristoranti del posto, spesso ambientati in caratteristici locali, che offrono il calore di un’ospitalità improntata alla familiarità propria della gente umbra, fanno sfoggio di pietanze tipicamente eugubine: arrosti alla brace, tagliatelle corpose, ‘crescia” al formaggio, e tanto altro ancora.

Su tutto diffonde il suo inconfondibile aroma il tartufo bianco e nero, diffusissimo nel territorio di Gubbio di cui si avvertono i profumi durante le passeggiate nel centro storico.

Insomma Gubbio è una città che possiede tutti i requisiti per affascinare ed attrarre anche i turisti amanti del plain air, che qui possono andare alla scoperta del territorio, delle sue bellezze ambientali e culturali, della sua millenaria cultura gastronomica Sosta camper Davanti all’ingresso dello stadio c’è un enorme piazzale, ben illuminato.

E’ tranquillo per dormire in camper, l’unico rischio, quando il Gubbio gioca in casa, è di rimanere imbottigliati nel traffico al termine della partita.

L’atmosfera, soprattutto quando l’affluenza di turisti itineranti è alta, è davvero fantastica.

A due passi ci sono diverse pizzerie che permettono di prendere la cena e portarsela nel proprio mezzo, per mangiare comodamente a casa propria. In dieci minuti di cammino a piedi si raggiunge un grande prato e nel bel mezzo si erge il bellissimo teatro romano.

Una volta lì, si è davvero a 50 metri dal primo ingresso al centro storico. Ovviamente, i servizi sono pochi. L’illuminazione è buona e non fastidiosa. Nelle vicinanze diversi secchioni che implicitamente invitano gli amici camperisti a non sporcare, come è giusto che sia.

La raccolta è differenziata, perciò si può mantenere un certo rispetto per l’ambiente.

Non distante, a cento metri circa, l’area sosta a pagamento, comunale, dotata di servizi, fortemente voluta dall’associazione camperisti di Gubbio.

Il fondo è in ghiaia, c’è la disponibilità di energia elettrica. Si pagano 5 euro per 24 ore e la corrente a parte. Il camper service è molto comodo e funzionale. Ci sono due grate, entrambe sia per le acque grige sua per le nere, e due fontanelle, con il tubo già collegato.

Le circa 80 piazzole sono comode e l’area è molto ampia. Il giorno della partita di calcio, molte automobili invadono pacificamente anche questo parcheggio.

L’unica cosa a cui bisogna fare attenzione è l’ingorgo del traffico post partita. Nel caso ci si trovasse a visitare la città in quei giorni, si consiglia di partire subito prima oppure dopo il termine del match. C’è la possibilità, per i più pigri, di utilizzare un bus navetta che porta in città. L’area attrezzata è ben segnalata e ci si arriva agevolmente.

L’indirizzo è via del Bottagnone e, una volta imboccata la via, si trova subito sulla sinistra il grande parcheggio pubblico, subito dopo l’area attrezzata sulla destra.

Informazioni Comune di Gubbio Tel. 075.92371

Sito internet: www.comune.gubbio.pg.it

Come arrivare

Da Nord: Autostrada A14 Adriatica, uscita Fano, proseguire per Gubbio. Autostrada A1, uscita Arezzo, proseguire per Gubbio.

Da Sud: Autostrada A1, uscita Orte in direzione Perugia fino all’uscita per Gubbio; Autostrada A14 Adriatica, uscita Ancona-Nord, proseguire per Jesi, Fabriano e Gubbio.

 

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