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Gole del Verdon: vacanza nella natura in Francia

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Gole del Verdon: vacanza nella natura in Francia

La Francia è bella, tutta. Non c’è proprio niente da fare!In qualsiasi zona si vada la storia, i panorami, la natura e l’architettura rendono ogni esperienza unica ed inestimabile. Programmare un itinerario diventa così più che mai difficile, tanto vale chiudere gli occhi e tirare una freccetta sulla cartina, e partire.

La freccetta (simbolica o meno…) questa volta si è fermata su un punto molto noto, soprattutto per motociclisti, camperisti, ed amanti della natura in genere: le Gole del Verdon.

Questo paese, essendo a noi confinante per un lungo tratto di alpi, offre diverse “porte d’ingresso” dall’Italia, tutte più o meno interessanti, grandi passi montani, tunnel, oppure la più comoda anche se di gran lunga meno panoramica autostrada ligure, che però ha il bello di portarci in breve nella stupenda Costa Azzurra.

Da qui risaliamo la Provenza, lungo strade dolcemente tortuose e borghi medievali dal fascino incontaminato, fino ad arrivare alla prima tappa, imperdibile, la cittadella fortificata di Entrevaux. Situata su un promontorio al quale si accede solo tramite un ponte levatoio sulle gole di Daluis (meta fra le preferite per chi ama il rafting), il borgo si presenta tutto in salita, arroccato come fosse ancora in posizione da difesa.

Non essendo probabilmente sufficienti le barriere naturali del promontorio, il borgo fu fortificato nel Diciassettesimo secolo, ed ancora oggi il colpo d’occhio è meritevole, per la singolare struttura complessiva ed i colori che ancora dominano le case e le torri intorno. Per i meno pigri, una lunga e faticosa salita porta in cima all’abitato, da cui la vista premia tutti le fatiche.

Il percorso riprende lungo l’antica “Route Napoléon”, chiamata così perchè ricalca il tragitto di Napoleone Bonaparte al suo ritorno (o meglio, in fuga) dall’esilio sull’Isola d’Elba. Alte vette, grigio di roccia e verde intenso fanno da sfondo alla strada, che si avvicina sempre di più alle porte delle “Gorges” (gole); si tratta del più grande Canyon che si può trovare in Europa, una serie sconfinata di strapiombi e passaggi, che la strada circonda su entrambi i lati, lasciando al visitatore scorci da favola e momenti di vera e propria comtemplazione della grandezza della natura.

Il luogo è densamente popolato, durante tutta la bella stagione, da escursionisti, camperisti e vacanzieri in generale, e ben si presta a soggiorni attrezzati in camping che pullulano dietro ad ogni curva. Per chi invece vuole approfondire la scoperta di questa zona bellissima della Francia, non molto lontano si trova un paesino dal fascino antico, Colmars Les Alpes, un gioiello medievale nel cuore delle Alpi dell’Alta Provenza.

Con meno di 400 abitanti, questo piccolo comune è situato in un punto strategico, dove più di un visitatore, passando per caso, si ferma ad ammirare il villaggio, anch’esso fortificato, ancora più attrattivo se si capita nei giorni di mercato, ed avere così l’occasione di un tuffo nella tradizione locale fra stoffe, artigianato, spezie e altro ancora. Sovrasta questo quadro di vita d’altri tempi un complesso di fortificazioni militari, dovute al fatto che proprio qui passava il confine con il Ducato di Savoia. Merita poi una piccola deviazione, non più di circa un’ora e mezza, un altro borgo antichissimo e suggestivo, Sisteron, anche questo letteralmente aggrappato ad una grande scogliera di roccia biancastra.

Una terra che si può ben definire assolara, che vanta in media 300 giorni di sole all’anno, che già gli antichi romani scelsero come abitazione, e che offre al viaggiatore ancora una cittadella molto ben conservata, ed una maestosa cattedrale risalente al XII secolo.

Tornando verso casa, questa volta scegliendo la via delle Alpi, la “piccola Barcellona” ci accoglie a braccia aperte, fra negozietti tipici ed un’atmosfera mista fra Alpi, Provenza e Messcio che scalda il cuore, e la pancia, magari, con una bella fondue al formaggio in uno dei tanti ristoranti tipici del villaggio.

Si tratta di Barcellonnette, anomala cittadina alpina che deve il suo nome e le sue “commistioni” architettoniche dal sapore spagnoleggiante al fatto che molti abitanti, dopo essere emigrati in Messico e poi tornati a casa, portarono in patria usi, costumi e soprattutto i colori del Sud America, compresa una festa messicana durante tutta la settimana di Ferragosto.

Ed è anche questo un aspetto straordinario della Francia, quello di avere, ad ogni angolo, qualcosa che non ci si aspetta. Stimolanti e imprevedibili, itinerari come questi sembrano quasi acquistare una vita propria, fino a condurci dove vogliono loro.

Per tutte le informazioni su itinerari in moto inerenti alle Gole del Verdon, si consiglia “Europa in moto”, collana Guide Viaggio del Touring Club Italiano, mentre più in generale i cari, vecchi Baedeker dell’Istituto Geografico Deagostini sono sempre garanzia di qualità.

 

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