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Donnas: vacanza in Valle d’Aosta

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Donnas: vacanza in Valle d’Aosta

Siamo a Donnas, in Valle d’Aosta, un piccolo centro lambito dalla Dora Baltea ed immerso fra vigneti quasi verticali e boschi di Castagno. Qui, in questo territorio che ha visto passare tanta parte di storia, possiamo vedere, e soprattutto toccare, ben 221 metri di strada romana, scorgendo ancora i solchi creati dal passare, per secoli e secoli, dei carri.

Gli antichi Romani costruirono un immenso reticolo di strade per collegarsi con tutte le terre conquistate e “da pacificare”, consentendo uno spostamento rapido. L’antica “Via delle Gallie”, di cui questo pezzetto fa parte, fu forse uno degli assi viari più importanti essendo quello che, attraverso i valichi alpini, portava nel centro dell’Europa.

Come tutte le strade romane anche questa era di larghezza regolare, circa 4 metri, e vista l’ovvia difficoltà di curvare dei carri dell’epoca procedeva per lunghi tratti rettilinei. Gli ingegneri del tempo hanno sviluppato il tracciato sul lato della Dora più soleggiato, per mantenere la strada maggiormente sgombra dalla neve e, per scongiurare i pericoli delle alluvioni, evitando il fondovalle e mantenendosi a mezza costa.

Questi 221 metri, il tratto di strada tra Donnas e Bard, sono spettacolari perché, per superare il tratto roccioso dove la strada inevitabilmente costeggiava il corso della Dora Baltea, i romani ricavarono la sede stradale letteralmente scalpellando un imponente tratto di roccia.

Il grande arco, che rivela il profilo originale della parete, testimonia il lavoro ciclopico svolto fra il 31 ed il 25 a.C.: il taglio in certi punti supera i dodici metri e sono individuabili nella roccia le tracce dei livelli raggiunti da squadre di scalpellini. Poco distante, nella parete che fiancheggia la strada, è ricavata anche una colonna miliare con sopra incisa la misura XXXVI che corrisponde alla distanza che manca a raggiungere Augusta Pretoria (l’attuale Aosta, capoluogo della regione), circa cinquanta chilometri. Alcuni scalini scendevano all’antico tracciato della Dora, portando all’attracco per le barche.

Passeggiare lungo questi pochi metri significa sentire il rumore dei carri che hanno inciso la roccia con il loro peso, il chiasso dei viandanti che percorrevano la Via Francigena, il fervore del commercio lungo gli argini fra il fiume e la strada. 221 metri assolutamente da non perdere, tanta è la magia che questo luogo può trasmettere.

 

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