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Cammino di Santiago de Compostela: vacanza in Spagna

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Cammino di Santiago de Compostela: vacanza in Spagna

Il viaggio comincia, per il vero viaggiatore, appena chiusa la porta di casa. Se poi la meta è lontana, per chilometri di strada e per diversità di luogo, lingua e cultura, l’avventura è più che mai garantita.

Dieci giorni in Spagna, senza meta, senza orologio, senza programmi, con un solo punto di riferimento, lo stesso che portava (e porta ancora) migliaia di pellegrini ogni giorno: il Cammino di Santiago de Compostela.

Un itinerario ideale per le due ruote, ma consigliabile a chiunque voglia passare giorni spensierati fra natura incontaminata e rocce che raccontano la storia di questi luoghi antichissimi, dal fascino ancestrale.

L’ingresso in Spagna è di per sé un’emozione, attraverso le vette e le gole della catena dei Pirenei, seguendo il più noto ingresso del Cammino, a St. Jeannn Pied – de – Port, oppure dal piccolo stato di Andorra, per una sosta in una realtà tutta particolare racchiusa fra i monti, ideale per gli amanti dello shopping tax – free.

Varcato il confine, l’impressione immediata è di estremo relax, le strade sono praticamente deserte, il paesaggio per lo più brullo e con rare tracce di attività umana, soprattutto se si sceglie di evitare i centri più grandi come Pamplona e Burgos.

Lasciandosi portare dalla strada si può andare ovunque, chiedendo informazioni o affidandosi a guide e dépliant trovati per strada, ed è così che si può finire a Cardona, splendido hotel ricavato intelligentemente in un castello a circa 100 chilometri da Barcellona, guardando la cartina esattamente nel punto opposto a quello dove all’inizio si era pensato di andare…ma va bene così.

La via viene presto ripresa, il giorno dopo, riprendendo agilmente il Cammino, strada larga e pressoché senza curve, che costeggia di pari passo il percorso dei pellegrini, che si vedono a flotte sia a 40 41 piedi che in bicicletta.

Trovare sistemazioni per la notte non è certo un problema: tutto il Cammino è costellato di alberghi e ostelli per tutti i gusti e tutte le tasche, ed anche il cibo non manca, a tutte le ore c’è un Tapas Bar che propone il meglio dei tipici “spuntini” spagnoli. Ainsa è la nostra prossima meta: borgo medievale ben conservato, ai piedi dei giganti del parco nazionale dell’Ordesa e Monte Perdido, luogo perfetto per calare per un momento i panni da motociclista e improvvisarsi, con il giusto equipaggiamento però, escursionisti d’alta quota (un comodo autobus porta i turisti all’ingresso del parco, dove ha inizio una rete infinita di sentieri segnati e sicuri).

Decisamente più vicina all’idea di percorrere il Cammino è la sosta a San Juan de la Pena, monastero del IX secolo incastonato nella roccia, ultima dimora terrena di nobili e re d’Aragona, dove la leggenda dice che fu custodito per un certo periodo nientemeno che il Sacro Graal.

Una meritevole deviazione si propone ora verso sud, per visitare il castello di Loarre, magnifico set del film “Kingdom of Heaven – Le Crociate” di Ridley Scott.

I giorni passano veloci, i luoghi sono sempre più sorprendentemente belli, rendersi conto che a Santiago non ci arriveremo mai in tempo, e scegliere di vedere quel che si può, senza correre, è stata una decisione immediata ed automatica. Il Cammino ci riprende e ci porta dritti a Sanguesa, piccolo centro dove ammirare il monumento nazionale della chiesa di Maria la Real, e poi a 8 km il castello di Javier, luogo di nascita, nel 1506, di San Francesco Saverio, missionario in Cina, Giappone e India.

Fra i paesaggi punteggiati di centinaia di pale eoliche spunta poi un borgo da fiaba, Olite, con il suo castello convertito poi in sfarzoso palazzo nobile da Carlo III. Lasciati ad Olite bagagli e stanchezza, si presenta qualche chilometro a sud la vera “chicca” di questo viaggio: le Bardenas Reales.

Uno spazio sconfinato, senza segnali, senza strade se non molto sterrate, senza segni di vita di nessun genere: un deserto nascosto e poco conosciuto, luogo in passato di set cinematografici (chiunque west), e di esercitazioni militari, ora lasciato ai pochi visitatori coraggiosi e a qualche cacciatore, di cui si notano le caratteristiche capanne.

Armati di macchina fotografica, auto o moto adatta (ma anche la vecchia R1100R se l’è cavata egregiamente), e un po’ di senso dell’orientamento, questo luogo è davvero un’occasione da non perdere, qualcosa di strano ed affascinante all’inverosimile, difficilmente spiegabile a parole.

Estella poi ci riserva una grande sorpresa: il paese in festa patronale (non è difficile incappare in queste manifestazioni, soprattutto in agosto) con tanto di fiera e abbigliamento tradizionale per tutti, interamente bianco fatta eccezione per uno splendente foulard rosso.

Da un anfiteatro bianco escono rumori ovattati, dentro il folklore popolare esplode con la corrida “per gioco”, dove normali cittadini si improvvisano toreri con vitelli, senza pericolo per nessuno dei due protagonisti dell’arena.

Intorno spalti colmi di persone, come uno spettacolo messo in scena per gli scarsi visitatori esteri presenti, fatto di musiche, cori, e donne in splen-didi abiti tradizionali, dove si respira l’aria di una cerimonia, seppure goliardica, fatta di gesti e momenti ben precisi, immutati nel tempo.

E’ questa l’ultima, grandiosa, immagine, di una terra che aspetta solo di farsi scoprire, accogliente nei luoghi e nelle persone, ricca di storia, cultura e strade da sogno.

Tornando verso casa, lungo la frastagliata costa dei paesi Baschi, con il cuore e la mente piena di immagini e ricordi bellissimi, la concreta sensazione è di aver, con la Spagna, solo iniziato…

Riferimenti di viaggio: Un’ottima guida è “La Via di Santiago e la Galizia” edizioni Dumont, ed un’altra interessante possibilità è quella di farsi inviare materiale turistico e chiede informazioni all’Ufficio Spagnolo per il turismo in Italia, con sede a Milano, in via Broletto 30.

Internet è come sempre fonte inesauribile di consigli e pareri, uno fra tutti segnaliamo il sito www. tourspain.es, ed anche il classico www.spagna. com.

Per chi fosse invece interessato al circuito dei castelli e palazzi diventati alberghi il sito da consultare è www.parador.es

 

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