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Palm teo pro: lo smartphone Palm

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Palm teo pro: lo smartphone Palm

Se c’è un nome che è da sempre sinonimo di “computer palmare”, questo è proprio Palm, l’azienda che, quando ancora era una divisione di 3Com, ha inventato, con il Pilot, il PDA come lo conosciamo oggi.

Il suo sistema operativo Palm Os, sviluppato da alcuni degli uomini che avevano progettato il Macintosh, è ancora oggi quello con la migliore interfaccia utente per l’utilizzo con lo stilo.

Ma Palm non è riuscita a prevedere l’evoluzione del mercato, e negli anni è stata superata dai concorrenti che usavano Windows Mobile sui propri palmari.

Anche sugli smartphone Palm si è mossa in ritardo con i suoi Treo, e oggi si ritrova con il suo eccellente sistema operativo relegato ai dispositivi più “economici”, mentre su quelli più sofisticati ha dovuto rassegnarsi a montare l’ambiente Microsoft. È questo il caso del recentissimo Treo Pro, uno smartphone GSM/UMTS/HSDPA su cui Palm ripone molte speranze. Un po’ più grande del Centro (cui somiglia forse più di quanto somigli al Treo 800w, l’altro “professionale” della casa) il Treo Pro misura 114 x 60 x 13.5 mm e pesa 133 grammi: è il Treo più sottile al momento in commercio.

Completamente nero, con pochi accenti di colore, ha forme arrotondate e una finitura nera lucida sensibilissima alle impronte digitali. Sul frontale spicca il display quadrato da 320×320 pixel, tipico dei Palm, con la superficie finalmente a filo dei bordi e non più incassata.

La qualità dell’immagine è buona, mentre il sistema sensibile al tocco, di tipo resistivo, non è sempre preciso: a volte si ha la sensazione che il “tocco” non venga registrato, ma si tratta in realtà solo di rallentamenti dovuti a Windows Mobile. Sotto il display ci sono i 4 grandi tasti tipici di Palm (Schermata “oggi”, “calendario”, “contatti” e “Ok”) più quelli per iniziare e terminare una chiamata, uniche due note colorate.

La parte inferiore del dispositivo è invece occupata dalla tastiera qwerty, con tastierino numerico “annegato” sulla sinistra e opportunamente colorato di bianco: è molto simile a quella del Centro, con i tasti disposti su una matrice rettangolare di quattro righe.

La tecnologia usata è quella a membrana, ma, di fatto, i tasti sono perfettamente separati e, durante il test, non ci è mai capitato di incappare in “falsi contatti” durante la digitazione.

Tuttavia, nonostante la tastiera sia alcuni millimetri più grande di quella montata sul Centro, rimane scomodissima per chiunque abbia mani di dimensioni normali: un pollice medio è in grado di coprire metà tastiera, e, quindi, soprattutto all’inizio, è alquanto complicato intuire quale tasto si stia realmente premendo. La necessità di usare tre diversi “shift” per attivare determinate lettere e funzioni non migliora la situazione. Nelle prime fasi della prova, ci siamo trovati meglio addirittura mettendo il palmare sul tavolo e “battendo” sulla tastiera con i soli indici.

Lungo i bordi del Palm sono allineati vari controlli. Nella parte superiore l’interruttore di accensione e quello per inserire la vibrazione, sulla destra il tasto per l’attivazione diretta del Wi-Fi (b/g), sulla sinistra i controlli del volume e dello scatto della fotocamera integrata; in basso, infine, la porta micro USB e il jack standard da 3,5 mm per la cuffia/auricolare.

Poco più a destra troviamo l’alloggiamento per lo stilo, metallico ma corto e scomodo. Sul retro, a parte la feritoia dell’altoparlante (che ha un suono potente e pulito) spicca solo l’obiettivo della fotocamera integrata, da 2 Mpixel e sprovvista di flash. Rimuovendo il fondo copribatteria, si accede allo slot per memoria microSDHC (capacità massima 32 Gb) e alla batteria al litio da 1.500 mAh, che il produttore garantisce per 5 ore di conversazione e fino a 250 di stand-by. Nelle nostre prove, una carica ha retto circa 60 ore con uso moderato sia del cellulare (anche in connessione dati), sia di Wi-Fi e Bluetooth.

Dal punto di vista software, il Treo è “strettamente Windows Mobile”, nel senso che Palm ha rinunciato ad aggiungere uno”strato di interfaccia” aggiuntivo. Tuttavia, alcune piccole aggiunte ci sono, e riescono a volte a mitigare la sensazione di smarrimento che si prova cercando di usare il sistema operativo Microsoft.

La schermata “Oggi”, in particolare, è un “marchio di fabbrica” di Palm, e consente di avere un punto di partenza sicuro per l’utilizzo delle principali funzionalità (calendario, messaggistica, Internet e connessioni di rete). Le altre tre aggiunte significative sono un “gestore di applicazioni” e un “gestore delle comunicazioni” (di provenienza HTC ): quest’ultimo riunisce in una sola schermata il controllo di tutte le rice-trasmissioni radio (cellulare, HSDPA, Wi-Fi e Bluetooth 2.0) , oltre a un programma supplementare per lavorare con la fotocamera integrata, pure questo targato HTC.

La cosa è meno strana di quanto non sembri: HTC è infatti il costruttore del Treo Pro, e, in fase di progettazione ,gli ingegneri Palm hanno avuto accesso alle tecnologie dell’azienda taiwanese. L’esperienza d’uso “su strada” è stata un po’ a corrente alternata.

Il Treo è solido, ma abbastanza sottile e leggero da non dare fastidio se tenuto nel taschino della camicia. Il funzionamento come cellulare è sufficientemente comodo per quanto riguarda le chiamate, meno per gli SMS: è quasi impossibile creare un nuovo messaggio senza usare lo stilo almeno finché non si impara a padroneggiare il sistema di abbreviazioni dei menu. Buona la gestione della posta elettronica, in modalità “push” con tecnologia Microsoft, e quasi impossibile la navigazione in Internet per colpa del browser Explorer, assolutamente improponibile su un dispositivo moderno. Discrete, infine, le prestazioni del sistema GPS, di tipo assistito e sfruttato in modo nativo, per esempio, da GoogleMaps. In definitiva, abbiamo l’impressione che questo Treo sia nato solo perché Palm “doveva” avere un telefono Windows Mobile dotato di posta “push”, che facesse concorrenza al Blackberry, ma che di fatto non piaccia alla stessa Palm – tanto è vero che l’azienda non ci ha “messo del suo”, e ha preferito prendere in licenza le tecnologie necessarie da HTC.

Palm ormai punta la sua sopravvivenza sul nuovo Pre, ennesimo iPhone killer. In bocca al lupo.

 

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