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Cambiare operatore telefonico senza costi di disattivazione

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Cambiare operatore telefonico senza costi di disattivazione

Dopo l’entrata in vigore della legge Bersani, che elimina ogni forma di penale per chi vuole cambiare operatore, quasi tutte le compagnie le hanno trasformate in “costi di disattivazione”, che la legge prevede, ma solo se pertinenti e adeguatamente documentati.

Questi costi invece, come ci segnalano centinaia di utenti, sono spesso prestabiliti e arrivano a superare i 100 euro.

Inoltre, se la disdetta avviene entro il primo o il secondo anno, può succedere che siano accompagnati da ulteriori spese, che riguardano la gestione delle apparecchiature in comodato (modem, decoder…), che diversi operatori obbligano ad acquistare a caro prezzo impedendone la restituzione.

In alcuni casi, i costi di disattivazione vengono stabiliti al di fuori del contratto (nel sito internet della compagnia e/o nella carta dei servizi), rendendo possibili modifi che successive e unilaterali da parte dell’operatore.

Purtroppo, il ruolo di garanzia dell’Autorità per le telecomunicazioni (Agcom), che deve garantire le modalità di attuazione della legge e decidere eventuali sanzioni, è del tutto inesistente, se non ambiguo: dopo oltre tre anni dall’avvio della Bersani (2007), l’Autorità non è ancora intervenuta in maniera puntuale per fare chiarezza sui criteri da adottare per la determinazione dei costi di disattivazione.

Per contro, ha intrattenuto rapporti diretti e opachi con ogni singolo operatore, escludendo le associazioni dei consumatori, con il risultato che ogni operatore applica importi diversi, calcolati con criteri non uniformi.

Vogliamo che i costi si abbassino e che le modalità di recesso siano specificate in maniera trasparente e conforme non solo alla Bersani, ma anche al Codice del consumo.

Vogliamo che vengano eliminate tutte le penali mascherate che compaiono sotto le forme più disparate.

Nel momento in cui scriviamo (dicembre), due compagnie (Vodafone e Teletu ) hanno formalmente risposto, dichiarandosi disposte alla riformulazione delle condizioni generali in un’ottica di correttezza e chiarezza per l’utente.

Altre (Wind e Fastweb) non si sono impegnate formalmente, ma a seguito delle nostre indicazioni si dimostrano disponibili a rivedere le proprie condizioni contrattuali.

Telecom e Tiscali, invece, nemmeno accettano il confronto.

 

2 Commenti

  1. Sono passata da Teletu a Infostrada con migrazione telefonica.
    Mi è arrivata una lettera da Teletu dove mi chiedono 40€ di contributo per la disattivazione. Avevo capito che con il decreto di Bersani sulle liberalizzazioni puoi passare da un operatore all’altro senza costo disattivazione, invece con questo articolo mi sembra di capire che essendoci scritto “contributo disattivazione” devo invece pagare o mi sbaglio? Grazie e buona serata
    Franci

  2. mi sta succedendo la stessa cosa della sig.ra franci….quindi il costo di disattivazione va pagato, vero?
    grazie
    Barbara

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