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Dimagenina: il palloncino per dimagrire

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Dimagenina: il palloncino per dimagrire

Ricordate il palloncino saziante Dimagenina? È quel sistema basato su capsule autogonfianti: ingerite prima dei pasti, diventano nello stomaco un palloncino di idrogel, grande come una palla da tennis.

La sensazione di fame, promettono i produttori, diminuisce perché il palloncino intragastrico occupa spazio e distende le pareti dello stomaco. Dopo aver esplicato la temporanea azione saziante, il gel si disgrega in meno di un’ora e viene espulso con le feci. Lo scorso aprile il Salvagenteaveva sollevato i primi dubbi su questo nuovo metodo, molto reclamizzato, che si propone di far dimagrire senza fatica.

A distanza di due mesi Dimagenina è tornato di attualità grazie al procuratore aggiunto di Torino, Raffaele Guariniello, che ha avviato un’inchiesta nei confronti della Lloyd Palloncino saziante: “Non è un dispositivo medico”, ma le confezioni non lo dicono Valentina Corvino Pharma, l’azienda inglese con una sede a Perugia che lo produce.

La Lloyd avrebbe violato l’art. 650 del codice penale non cessando la pubblicità del prodotto così come era stato richiesto con un’ordinanza dal ministero della Salute.

Al centro della questione la definizione di dispositivo medico adottata dall’azienda ma per la quale non ci sarebbero i requisiti. Dal 1993, infatti, la Ue ha stabilito regole precise per assicurare che i dispositivi medici in commercio siano efficaci e allo stesso tempo sicuri per gli utilizzatori.

Da allora, per poter essere venduti e utilizzati, i dispositivi medici devono recare il marchio CE. Non solo. Il fabbricante che vuole immettere sul mercato comunitario un dispositivo medico deve attenersi a una serie di regole ed effettuare precisi controlli sui propri prodotti; deve, tra l’altro, dimostrare che i rischi per la salute legati al suo uso (che per alcuni dispositivi non possono essere totalmente eliminati) siano “accettabili” rispetto al beneficio che l’utilizzatore ne ricaverà. E la pubblicità deve essere autorizzata.

Insomma, una lunga serie di condizioni che Dimagenina non avrebbe rispettato. La Lloyd Pharma ha subito fatto un passo indietro, sostenendo il contrario di quello che è riportato sulle confezioni e sul foglietto illustrativo della pillola saziante, ovvero che il suo prodotto non è un dispositivo medico ma un complemento alimentare.

Si riapre, dunque, la questione dei controlli e dei benefici (oltre che dei rischi) per la salute degli utilizzatori. Un capitolo su cui molti nutrizionisti sono scettici.

Lo è, per esempio, il professore Pietro Migliaccio, nutrizionista e presidente della Società italiana di Scienza dell’alimentazione che, proprio al Salvagente, aveva detto: “È lecito pensare che Dima genina non comporti rischi per la salute, ma neanche benefici. Nel senso che non fa dimagrire e neppure attutisce il senso di fame.

Funziona efficacemente come effetto placebo. E fa bene sicuramente alle tasche di chi lo produce”.

 

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