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Zeus: il kit del pirata informatico? Gratis su internet

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Zeus: il kit del pirata informatico? Gratis su internet

In Rete le istruzioni per rubare i dati. Una email rende 20 dollari.
Internet e sicurezza Con i social network il crimine informatico è diventato più semplice.

Internet non finisce mai di stupire.

Tra il serio e il faceto, scopriamo adesso che per diventare criminali informatici si trova sul web un «kit fai da te», con tanto d’istruzioni.

Per usarlo, però, bisogna essere smanettoni del pc.

Costerebbe circa 700 euro e addirittura in alcuni forum online viene offerta una versione base gratuita.

Il programma si chiama Zeus e ha iniziato a circolare in Rete un paio d’anni fa, sviluppato da hacker dell’Est europeo, con buona probabilità russi.

Nelle prime versioni consentiva di catturare l’identità digitale dei computer violati, ma quella era la forma embrionale.

Con il Web 2.0, quello dei social network collaborativi, anche il crimine online si è evoluto.

«I modelli organizzativi del crimine del mondo virtuale sono simili a quelli del mondo reale.

Oggi è ancora più semplice commettere attività illegali e lanciare attacchi telematici.

Ecco perché scopriamo nuovi crimeware kit». Ovvero kit software con informazioni e istruzioni che consentono di realizzare «codici malevoli» (maleware) per sottrarre i dati riservati.

Ma ci sono anche versioni più evolute e pericolose di Zeus.

Permettono ai pirati di prendere il controllo del computer: spostando il mouse sullo schermo, possono aprire le cartelle dei documenti e mandare in esecuzione i programmi a distanza, sotto gli occhi dei malcapitati.

Ci sono strumenti micidiali che consentono di spiare attraverso la webcam quanto accade nella stanza, oppure ascoltare colloqui in presa diretta, tramite il microfono della cuffia delle videochiamate .

È quello che accadde lo scorso anno con GostNet, una rete di cyber-spie scoperte dalla security del Dalai Lama, il leader spirituale tibetano, in seguito a una fuga di notizie riservate.

Dopo le verifiche saltò fuori che oltre 1.200 computer erano stati messi sotto controllo online.

Tramite una rete con capillarità mondiale si effettuavano intercettazioni ambientali con microfoni e webcam. Naturalmente, all’insaputa degli intercettati.

I dati emersi dall’ultimo Istr (Internet security threat report) di Symantec non lasciano dubbi.

I furti d’informazioni segrete continuano ad alimentare l’economia sommersa del crimine.

Questo nonostante l’arresto della disponibilità di credito dovuta alla recente crisi finanziaria globale.

Esiste un prezziario per le informazioni che si riescono a catturare e rimettere in circolo attraverso la malavita organizzata. «Con meno di 30 dollari è possibile acquistare numeri di carte di credito, mentre liste di indirizzi e account di email oscillano tra uno e 20 dollari».

Fino ad arrivare a 850 dollari per smerciare, in modo illecito, le credenziali bancarie di aziende e personaggi illustri.

 

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