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Nintendo Wii U: la tv del futuro

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Nintendo Wii U: la tv del futuro

Non intendiamo cambiare il modo di giocare ma l’essenza stessa del gioco. Con il lancio della Nintendo Wii U vogliamo rivoluzionare l’intera struttura dell’intrattenimento domestico ».

«Sarà un po’ la televisione del futuro», dice. A capo di Nintendo dal 2002, Iwata è il responsabile del successo planetario della console Wii e della portatile Nintendo Ds.

È anche il primo presidente della multinazionale di Kyoto non appartenere alla dinastia della famiglia Yamauchi. È stato scelto dall’ultimo discendente per la sua visione originale dei videogiochi, per guidare l’azienda verso il futuro.

L’intuizione si dimostrò azzeccata già nel 2002, quando, sul finire del primo anno fiscale, le vendite di Nintendo si impennarono del 41%. Alla base di ogni decisione di Iwata c’è l’idea di adattare all’industria dei videogiochi il modello economico della «Strategia dell’Oceano Blu», descritto da W. Chan Kim e Renée Mauborgne nell’omonimo trattato. «Un oceano blu è un mercato senza concorrenti, dove si è soli, liberi di dettare le proprie condizioni.

Il solo problema è che non è possibile sapere quanto potrà durare prima che si trasformi in un oceano rosso, condiviso con aziende rivali. È per questo che ho pensato di anticipare il futuro, cercando di immaginarlo con la nuova console.

Che assomiglia a quello che, penso, sarà la televisione del futuro». Quella di Nintendo sembra una macroscopica partita a nascondino giocata con i rivali dell’industria dei videogiochi: ogni volta che Sony o Microsoft si avvicinano alla meta, Iwata si muove verso un nuovo rifugio sicuro, alla conquista di nuovi spazi di mercato.

Era accaduto nel 2007, quando con il lancio della console Wii (87 milioni di unità vendute per più del 45% del totale dell’intero mercato dei videogiochi) si scoprì che si poteva interagire con il televisore semplicemente muovendo le braccia nell’aria.

E si ripete oggi con l’annuncio della Wii U, che inventa modalità di gioco completamente inedite. Le novità Bianca, dal design simile alla precedente ma più allungata, la nuova Wii, capace di grafica in alta risoluzione, è caratterizzata da un nuovo, originale, comando senza fili, con schermo tattile di oltre 6 pollici di diagonale. Si chiama tecnologia «multischermo » e permette di visualizzare, sul piccolo schermo integrato nei comandi, immagini e contenuti differenti da quelli del gioco che contemporaneamente si vede sul grande schermo televisivo, permettendo quindi al giocatore di utilizzare informazioni e grafiche supplementari. Inoltre, lo schermo portatile, simile a un tablet, può interagire con quello televisivo, scambiando immagini e oggetti virtuali. Iwata ha contribuito personalmente allo sviluppo di Wii U.

«Osservando ciò che accade abitualmente in famiglia ho voluto che sullo schermo del controller si potesse continuare a giocare anche quando qualcuno vuole guardare la televisione. E pure ho insistito perché il piccolo schermo potesse essere utilizzato a circa 30 centimetri dal corpo, una distanza ideale per la navigazione in Rete e per la lettura del testo, per utilizzare informazioni ma anche per nasconderle agli altri giocatori.

Un po’ come un tablet». Ma allora è vero che la Wii U assomiglia a un iPad? «Non nego una somiglianza, ma il suo sviluppo è iniziato subito dopo il lancio di Wii, nel 2007, quando l’iPad non esisteva ancora. E poi, ben prima dell’i- Phone, Nintendo ha utilizzato la tecnologia “touch screen” sulla Nintendo DS nel 2004». Per Iwata, il domani dei videogiochi passa da qui. «Il lancio della console portatile 3DS, la prima in tre dimensioni, non è ancora terminato e quello della Wii U è previsto per il prossimo anno.

Ma, per noi, il futuro è ciò che si potrà inventare con queste due console, di cui non è ancora possibile intuire gli sviluppi e le infinite potenzialità».

 

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