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Modern Warfare 3: nuovo capitolo Call of Duty

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Modern Warfare 3: nuovo capitolo Call of Duty

Abbiamo videogiocato in anteprima con Modern Warfare 3, il nuovo capitolo della serie Call of Duty: esce a novembre e i cattivi sono russi. Ogni giorno un esercito di 7 milioni di persone si mobilita e ammazza. È un esercito letale ma pacifico, sa usare oltre 200 armi ma il grilletto lo preme solo sul pad.

È l’esercito online di Call of Duty, sparatutto bellico che a ogni capitolo sbriciola i record di vendita del precedente (l’anno scorso, con Black Ops, Activision ha incassato un miliardo di dollari). Ovvio quindi che l’asticella delle aspettative sia alta, altissima.

E Modern Warfare 3, il prossimo prodotto della famiglia (esce l’8 novembre, in un anno che promette concorrenza serrata nel settore), punta a saltarla facendo leva sulle ambientazioni.

Voci di corridoio e filmati brevi serpeggiavano in rete, poi è arrivata l’anteprima allo showcase londinese di Activision a togliere i dubbi: in Modern Warfare 3 la guerra si sposta nelle grandi città, straziate da paura e cannonate, ridotte a macerie fumanti dopo l’invasione delle armate di una Russia ultranazionalista.

Plot improbabile, ma non lo è la Manhattan del gioco. Chi c’è stato la riconosce, seppur sventrata, e le scene ambientate nella Borsa, col tabellone dei cambi crivellato e bene in vista, sembrano quasi uno sberleffo alla crisi.

Si riconosce pure la Freedom Tower in costruzione, attorno a cui fanno slalom gli elicotteri Hind. Si combatterà anche a Londra (con un claustrofobico inseguimento in metropolitana), Berlino, Mosca, Praga e tra i sobborghi di Mogadiscio.

Il gioco? Frenetico, cooperativo (non è roba da Rambo, da soli non si va avanti), simile ai precedenti come comparto audio-video anche se qui l’emozione non la dà il dettaglio ma il concetto (ripararsi dietro una Clio in centro a Parigi o vedere i carrarmati in marcia vicino alla Porta di Brandeburgo è tremendamente evocativo, a prescindere dal numero di pixel sullo schermo).

Dicono i detrattori: sempre lo stesso Call of Duty.

Rispondono gli appassionati: appunto.

Il cuore della serie è però online. E se Modern Warfare 3 promette una storia bella longeva, l’8 novembre parte pure COD Elite. Una specie di social network per i giocatori, dove confrontare statistiche, conoscersi, riunirsi, combattere con gente del proprio livello (è il cruccio più grande per chi si avvicina all’online: se ho iniziato ieri la scuola calcio non posso competere con Messi), partecipare a campagne a premi e vivere pienamente il gioco.

Sarà a pagamento, ma a prescindere dal multiplayer (quello è sempre free). Sette milioni di soldati al giorno, una caserma virtuale serviva.

 

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