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Materie prime: investire e guadagnare puntando sui ribassi

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Materie prime: investire e guadagnare puntando sui ribassi

L’Etf aureo che vi avevo presentato un paio di anni fa è cresciuto nel frattempo da 70 dollari a 134.

Ma insieme all’oro sono salite quasi tutte le commodities, le cosiddette materie prime di ogni genere: prodotti agricoli, animali, materie tessili, minerali, metalli, legname.

Quindi oro, argento, rame, zinco, ma anche succo d’arancia e pancetta di maiale, al centro di una mega speculazione nel famoso film Una poltrona per due.

Ma come s’investe correttamente nelle materie prime?

Ci sono due modi principali, il primo dei quali è alla portata di tutti, mentre il secondo è più tecnico e tradizionale ed è basato sui contratti «future».

Vediamo il primo.

Si parla di Etc (Exchange traded commodities), strumenti finanziari collegati direttamente, o in modo derivato, alle materie prime.

È molto importante che siano, come si dice, armonizzati, cioè trattati dal punto di vista fiscale come titoli normali. In modo da poter pagare il solito 12,5% di tassazione sui profitti. Se non sono armonizzati i profitti andranno a fare cumulo con i nostri redditi.

E le tasse saliranno.

Alla Borsa italiana sono trattati Etc di ogni genere e di tante materie prime. Anche «a leva» e «short». Da prendere entrambi con le molle: nel primo caso amplificano le oscillazioni del mercato. Quindi i profitti, ma anche le perdite.

Nel secondo caso si tratta di «scommettere» contro la materia prima.

In sostanza guadagnate se il prezzo della commodity scende. Fate attenzione alla volatilità, cioè ai rapidi movimenti di parecchi Etc.

Dipende spesso dalla scarsa diffusione e quindi dai bassi volumi di scambio. Potete controllarli facilmente su Internet prima di procedere con l’investimento.

Gli Etc vanno usati con attenzione all’interno di un portafoglio di titoli. Sconsiglio, come sempre, le improvvisazioni.

E le speculazioni.

 

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