Home / Offerte banche e investimenti / Le transazioni on-line non autorizzate: carte credito ricaricabili

Le transazioni on-line non autorizzate: carte credito ricaricabili

Il nostro Voto
Vota articolo
[Media: 0]

Le transazioni on-line non autorizzate: carte credito ricaricabili

La possibilità di richiedere il rimborso per importi contestati e relativi a transazioni effettuate on-line è una questione piuttosto spinosa.

Mentre infatti l’utilizzatore di una carta di credito tradizionale ha il diritto esplicito di contestare i pagamenti non autorizzati comunque eseguiti tanto on-line che off-line e a chiederne il rimborso, non è chiaro se il titolare di una prepagata possa avvalersi di tale facoltà nel caso che gli importi contestati si riferiscano a operazioni di pagamento effettuate in Rete.

Mentre infatti alcuni istituti ammettano la possibilità contestare tali transazioni, altri la negano.

Per esempio le condizioni contrattuali della carta prepagata MyCash BNL sembrerebbero prevedere l’irrevocabilità dei pagamenti on-line.

Nel foglio informativo relativo ai prodotti si legge infatti che “le somme disponibili sulla Carta […] saranno decurtate dei valori monetari derivanti dalle seguenti transazioni, irrevocabili ed eseguibili solo presso i circuiti nazionali e internazionali abilitati:

a) acquisti presso POS italiani ed esteri,

b) acquisti Internet .

Poste Italiane prevede addirittura che non siano rimborsabili le transazioni on-line riguardanti operazioni effettuate tramite l’utilizzo del PAN e CCV della Postepay. Altri operatori permettono invece di contestare gli importi relativi a operazioni online non autorizzate anche se alcuni (per esempio CartaSì e Intesa San Paolo) fissano una franchigia,di importo pari a quella prevista in caso di smarrimento e furto, per la quale il titolare è comunque responsabile nel caso di utilizzo fraudolento della carta. “La possibilità data all’utente di contestare transazioni on-line non autorizzate e di ricevere il rimborso sembra essere lasciata alla virtuosità degli operatori.

Abbiamo richiesto chiarimenti in materia ad alcuni emittenti, e la risposta che abbiamo avuto è che nel caso di acquisti on-line effettuati con una ricaricabile l’onere della prova sarebbe ribaltato.. Cioè non è più l’istituto bancario (come è previsto per le transazioni on-line tramite carta di credito tradizionale) che deve dimostrare l’esistenza di un valido giustificativo per le spese contestate, ma è il titolare che deve provare la mancanza di questo requisito.”

Per fare un po’ di chiarezza è bene ricordare che il riferimento normativo in materia è l’articolo 8, comma II del Decreto Legislativo 185/99, emanato in attuazione della direttiva 97/7/CE relativa alla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza e poi assorbito dall’articolo 56 del Codice del Consumo.

Secondo quanto previsto dalla normativa, l’istituto di emissione della “carta di pagamento” riaccredita al consumatore gli importi dei quali il titolare dimostri l’eccedenza rispetto al prezzo pattuito o l’effettuazione mediante l’uso fraudolento della carta da parte del venditore o di terzi.

“La legge dunque non fa riferimento a “carte di credito” ma alle “carte di pagamento quindi tale previsione è da considerarsi astrattamente applicabile a ogni transazione effettuata tramite qualsiasi “carta” indipendentemente dal fatto che questa sia di debito, di credito, prepagata o revolving.”

La disparità di trattamento tra i titolari di una carta di credito convenzionale e gli utenti appare quindi sorprendente e preoccupante al tempo stesso.

“Il regime diverso fra le carte di credito tradizionali e quelle prepagate può essere ricondotto alla distinzione tecnica tra i due strumenti – conclude Prisco – Sotto un profilo teorico la ricaricabile è infatti differente da quella classica: quando si usa una carta di credito tradizionale, una banca o un altro istituto offre un credito e anticipa dei soldi a favore dell’intestatario. Nel caso di una prepagata l’utente invece utilizza del denaro già corrisposto alla banca che ha emesso la carta. Molti istituti, spinti soprattutto da motivazioni di carattere commerciale, unificano la disciplina e le garanzie offerte dai due strumenti e consentono sempre al consumatore di revocare i pagamenti fraudolenti. Sotto il profilo giuridico e normativo quest’ultima soluzione appare la più corretta, proprio perché la previsione legislativa non è limitata alle sole “carte di credito” in senso stretto”. Prima dunque di scegliere la vostra ricaricabile leggete bene le condizioni contrattuali e chiedete all’addetto della banca se e a quali condizioni è possibile contestare gli importi addebitati sulla carta riguardanti transazioni on-line non autorizzate.

Carte di credito prepagate: cosa sono e come funzionano?

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.