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Investire in obbligazioni euro a tasso fisso: consigli investimenti

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Investire in obbligazioni euro a tasso fisso: consigli investimenti

Se non volete svegliarvi nel pieno della notte in preda al panico per aver sognato la perdita di tutto il vostro patrimonio per un crollo dei titoli in Borsa, i bond (comunemente chiamate obbligazioni) in euro a tasso fisso sono un rifugio quasi sicuro.

“Quasi”, perché in caso di difficoltà della società o dell’ente emittente il rimborso delle obbligazioni può comunque essere a rischio: ricordiamo il caso probabilmente più conosciuto ai più, cioè quello delle obbligazioni argentine.

Eccezioni a parte, i bond (o obbligazioni) restano certamente un investimento da non trascurare per ammortizzare gli alti e bassi inevitabili per chi punta sulla Borsa.

Obbligazioni euro a tasso fisso utili per diversificare il portafoglio.

Abbiamo analizzato e scelto per voi le obbligazioni in euro a tasso fisso più interessanti e con una diversa affidabilità, a partire da quella sufficiente.

La differenza nel cambio e nel tasso

Consigliamo di investire in obbligazioni in euro a tasso fisso per evitare due tipi di rischi, che invece si corrono con i bond a tasso variabile e in una valuta diversa dall’euro.

La prima differenza sta nel cambio: se ad esempio acquistate un’obbligazione in dollari, l’importo che vi verrà accreditato alla scadenza (in euro) sarà più elevato oppure più basso a seconda del fatto che il dollaro nel frattempo si sia apprezzato oppure svalutato nei confronti dell’euro.

La seconda differenza sta nella scelta del tasso, fisso oppure variabile.

Le obbligazioni a tasso fisso vi permettono di sapere già al momento dell’acquisto quanto renderà nel complesso il vostro investimento.

Questo a patto di mantenerle fino a scadenza; se invece le vendete prima della loro scadenza naturale, il rendimento dipende dal prezzo di vendita, che non è possibile conoscere già oggi.

La stessa cosa non è possibile con le obbligazioni a tasso variabile, dove le cedole pagate di volta in volta sono determinate solamente nel corso dell’investimento.

Inoltre ogni nuova cedola si adegua di volta in volta ai tassi di mercato, quindi scegliere questi titoli equivale un po’ a investire in un titolo a breve termine, rinnovato ogni volta che giunge a scadenza.

E poiché non consigliamo titoli con scadenze brevi, non consigliamo nemmeno quelli a tasso variabile.

Obbligazioni euro a tasso fisso: alziamo un po’ i rendimenti

Ma quanto rende questo tipo di investimento in obbligazioni in euro a tasso fisso?

Purtroppo, non quanto in passato: nell’ultimo anno, i rendimenti sono calati in media dello 0,4% annuo.

In ogni caso, vediamo come fare per scegliere i rendimenti migliori.

Non ascoltate coloro che vi suggeriscono investimenti in obbligazioni a lunga scadenza.

Non vi consigliamo questa strada: meglio stare cauti e non superare i bond a 7 anni.

Con questa scadenza il rischio non è elevato come quello che si corre invece con obbligazioni a scadenza più lunga.

È vero che queste ultime hanno rendimenti più elevati.

Ma le rese dei bond fino ai 7 anni sono comunque migliori rispetto a quelle garantite dai titoli a breve termine.

Inoltre, rendimento e prezzo delle obbligazioni sono legati tra loro: quando uno sale l’altro tende a scendere, e la discesa dei prezzi è tanto più brusca quanto più lunga è la durata del bond.

Ve ne spieghiamo le ragioni attraverso due esempi, spiegati attraverso altrettanti scenari.

>>Primo scenario: ipotizziamo che voi possediate bond a un anno con un rendimento dell’1% (quindi oggi costa 100 e l’anno prossimo restituisce 101): se i tassi dovessero improvvisamente salire al 2%, nessuno sarebbe disposto ad acquistare la vostra obbligazione “a prezzo pieno” (cioè a 100), visto che sul mercato si può trovare di meglio.

Per riuscire a “piazzarla”, quindi, dovreste fare uno sconto sul suo prezzo, scendendo circa a 99: in questo modo il rendimento per il compratore aumenta circa al 2%, in linea con le altre obbligazioni presenti sul mercato.

>>Secondo scenario: avete un titolo a 10 anni, sempre al prezzo di 100 e con cedole annue di 3,5 (con un rendimento, quindi, del 3,5% annuo).

Se anche in questo caso i tassi salgono dell’1%, passando al 4,5%, potrete vendere la vostra obbligazione solamente al prezzo di circa 91, per allineare il suo rendimento al 4,5% degli altri titoli.

A parità di rialzo dei tassi (l’1%) il calo di prezzo del titolo che ha durata maggiore è quindi nove volte superiore a quello del titolo più breve: il 9% contro l’1%.

Questo discorso non ha ovviamente valore se tenete il vostro titolo fino alla scadenza naturale dei 10 anni.

È anche vero, però, che con titoli troppo “lunghi” la probabilità che abbiate necessità di venderli prima della scadenza non è trascurabile: visto il differenziale di rendimento tutto sommato limitato (un titolo a 10 anni offre solo lo 0,5% lordo annuo in più di uno a 7 anni) non vale secondo noi la pena di correre questo rischio.

 

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