Home / Offerte banche e investimenti / Investire in fondi di investimento a breve o medio termine

Investire in fondi di investimento a breve o medio termine

Il nostro Voto
Vota articolo
[Media: 0]

Investire in fondi di investimento a breve o medio termine

In attesa, come suggeriva la ricerca Eurisko sul risparmio famigliare, che l’industria del settore inventi prodotti finalizzati a «un progetto famiglia», guardiamo l’offerta dei fondi di investimento a breve o medio termine.

Sono quelli che l’investitore identifica facilmente, perché nel nome c’è la data di scadenza oltre la quale gli investimenti tornano ad essere soldi liquidi e disponibili.

Si chiamano Target 2014. Obiettivo 2016. E BancoPosta Corporate 2014, fondo comune di investimento obbligazionario della società di risparmio gestito di Poste Italiane ed una delle ultime novità sul mercato.

Rendimenti

In tutto, nel 2010, ci sono state circa 25 emissioni di prodotti di questo tipo.

E gli operatori attivi si chiamano Eurizon Capital, Arca, Pioneer, Prima, Azimut, Anima e appunto BancoPosta.

Chi li cerca? E come sceglierli?

«Poiché l’investimento minimo medio che si richiede per questo tipo di prodotti è piuttosto basso (circa 1500 euro), vi si accostano anche i piccoli risparmiatori alla ricerca di un rendimento migliore rispetto a quanto offerto oggi dalle banche», spiega Stefano Mach, gestore di Azimut. «In genere infatti, un fondo a scadenza riesce a sfruttare la cosiddetta curva ripida dei tassi di interesse con un obiettivo target del 4 per cento».

Facciamo un esempio per capire meglio: se un risparmiatore acquista un Btp con scadenza un anno, gli viene corrisposto l’1 per cento di interesse.

Ma se supera i 4 anni, ecco che la soglia si alza al 4 per cento, un traguardo questo che resterebbe più o meno invariato anche se si decidesse di investire per periodi più lunghi (ma con le stesse allocazioni).

«I fondi a scadenza ricordano da vicino il funzionamento di un bond obbligazione.

Hanno un orizzonte temporale predefinito, oltre il quale diventano prodotti monetari, e in quanto fondi, hanno il vantaggio di garantire l’ampia diversificazione che il portafoglio di un classico dossier titoli non può assicurare ».

Bassa volatilità

L’investimento medio che finisce in questi fondi quadriennali o quinquennali è più o meno di 15 o 20 mila euro, vale a dire il classico «risparmio famigliare».

La gran parte (80 per cento) o anche tutto il malloppo finisce in obbligazioni, ovvero titoli di stato e obbligazioni societarie.

E non manca chi propone nel portafoglio anche una piccola componente azionaria, scommettendo sui prossimi rialzi dei mercati. «A cosa fare attenzione nei fondi a scadenza? Ai costi totali, alla differenziazione massima del portafoglio e alla possibilità o meno di disinvestire i propri soldi anche prima della scadenza senza penali», sottolinea ancora Mach.

In ogni modo, e su questo si può stare tranquilli, i fondi a scadenza sono sempre caratterizzati da una bassa volatilità.

«Il cliente è più a suo agio nell’affrontare gli alti e bassi dei mercati: per il risparmio famigliare, una situazione ottimale».

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.