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Gli svantaggi: carte credito ricaricabili prepagate

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Gli svantaggi: carte credito ricaricabili prepagate

Le ricaricabili hanno però anche dei limiti. Il maggiore di questi è costituito dalle spese di gestione.
L’indagine sulle carte prepagate effettuata nel 2009 dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha posto l’accento proprio sul problema dei costi elevati che devono fronteggiare gli utenti che utilizzano questa piattaforma di pagamento.

Dallo studio condotto dall’Authority su 33 banche e su Poste Italiane (che insieme rappresentano l’80,9% del mercato), risulta che il numero di prepagate in circolazione in Italia è costituito da 3,9 milioni di carte nominative ricaricabili e da 900 mila carte al portatore non ricaricabili (le cosiddette “usa e getta”) e che il costo annuo medio per il titolare varia a seconda che l’intestatario abbia o meno un conto corrente presso una banca.

Nel primo caso la carta è uno dei tanti strumenti di pagamento a disposizione dell’utente (che oltre alla ricaricabile può avvalersi del bonifico e del bancomat).

Per questo motivo la prepagata viene utilizzata più sporadicamente e ha un costo annuo abbastanza contenuto: la media è di circa 18 euro (da un minimo di 14 a un massimo di circa 22 euro). Nel caso in cui l’intestatario non abbia invece un conto corrente, il costo della carta lievita sensibilmente perché la prepagata è utilizzata più intensamente, essendo in pratica l’unico strumento di pagamento possibile, e le commissioni applicate alle ricariche incidono maggiormente: i costi arrivano a un valor medio annuale pari a 67 euro (da un minimo di 44 fino a un picco di 117 euro).

“Per scegliere la ricaricabile più confacente alle proprie esigenze l’utente deve innanzitutto valutarne i costi in particolare occorre considerare l’ammontare delle commissioni relative al prelievo e alla ricarica, l’importo della quota di emissione della carta e quello, se previsto, del canone annuale.

Come associazione abbiamo fatto presente agli operatori e alle autorità garanti che il problema principale è legato al fatto che le commissioni su ricarica e prelievo sono applicate in misura fissa. È auspicabile non solo ridurre tali gabelle, ma legarle all’importo prelevato o caricato, un po’ come avviene quando si utilizza la carta di credito tradizionale per ritirare del denaro tramite uno sportello automatico ATM.

Inoltre consigliamo ai consumatori di verificare con attenzione quale sia il circuito di appartenenza della prepagata. Anche se la maggioranza degli operatori offre prodotti legati a issuer internazionali come Visa e Mastercard, vi sono casi di carte utilizzabili solo sul territorio italiano” un’occhiata alle caratteristiche e ai costi delle ricaricabili offerte dai principali operatori.

Per quanto riguarda i balzelli previsti per il trasferimento di denaro (le commissioni che contribuiscono in maniera maggiore ad alleggerire il portafoglio dei consumatori) il loro importo va da 1 a 3 euro a seconda dell’emittente e della modalità scelta (on-line, in filiale o tramite ATM). Dato che ogni ricarica ha un costo, non conviene utilizzare la prepagata per spese periodiche (come quelle che si riferiscono al pagamento di abbonamenti riguardanti servizi on-line e off-line o alla domiciliazione delle utenze) perché queste contribuiscono a esaurire rapidamente il credito disponibile e obbligano a ricaricare la carta pagando ogni volta le commissioni.

Allo stesso tempo è il caso di ricordare che le stesse procedure dedicate al trasferimento di denaro prevedono varie limitazioni. La modalità di ricarica on-line è quella che ha i costi più bassi ma non è sempre utilizzabile. Per esempio, può essere complicato ricaricare la carta tramite il sito Web della banca quando si è in viaggio, senza contare che è impossibile farlo se non si dispone di un portatile o di un collegamento a Internet.

Tutti gli operatori offrono poi la possibilità di trasferire denaro nella prepagata eseguendo un versamento in contanti presso la filiale o utilizzando il bancomat (o un’altra carta di credito) nell’ATM dell’emittente.

Queste modalità hanno limitazioni ancora più stringenti, perché se si sceglie di acquistare la carta da una banca locale, si rischia di non riuscire rintracciare l’agenzia del proprio istituto nella località di vacanza e di non trovarla per nulla quando si viaggia all’estero. Ricordate inoltre che essendo previste commissioni anche per i prelievi (che possono essere eseguiti presso qualsiasi ATM), vi conviene avvalervi della prepagata per compiere transazioni e non utilizzarla come se fosse una sorta di “salvadanaio elettronico”.

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