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-10%: Saldi e sconti estivi

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-10%: Saldi e sconti estivi

A una settimana dall’inizio dei saldi, il crollo delle vendite sembra già pesante: -10% rispetto agli sconti estivi del 2010, secondo Adusbef e Confcommercio.

È il solito ritornello: si compra di meno perché c’è la crisi.Ma sarà davvero così? I negozi in realtà sono pieni, aRomacomea Milano e nelle altre città. La gente entra solo per rifarsi gli occhi?

La verità, di solito, sta sempre nel mezzo. «Sicuramente gli italiani hanno fatto da tempo una lista di priorità—spiega la portavoce di Altroconsumo Liliana Cantone, e i vestiti vengono dopo il mutuo, le bollette e le altre spese improrogabili.

Ma una settimana è davvero troppo poco per gridare “al lupo al lupo”. Bisognerebbe aspettare ancora per avere un quadro più preciso». Secondo Altroconsumo, la soluzione per superare questa empasse sarebbe liberalizzare i saldi, ovvero spalmarli lungo tutti i dodici mesi dell’anno. «È un nostro vecchio cavallo di battaglia.
Con l’avvento degli outlet che propongono merce scontata in tutte le stagioni, i saldi limitati a quattro mesi l’anno sono davvero anacronistici».

Chissà, fasciarsi la testa per gli affari che vanno male potrebbe essere anche una strategia per attirare più clienti. Come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca. Realistica anche l’ipotesi che molti commercianti, in periodo di saldi, ritocchino i prezzi pieni verso l’alto per guadagnare tanto anche con i cartellini scontati. In mancanza di prove, a pesare sono solo i dati dei saldi-flop.
Che l’Adusbef commenta così: «Secondo i nostri calcoli iniziali le vendite sarebbero dovute scendere del 4-6%.
Questo -10% va oltre le nostre peggiori previsioni. La grave situazione economica e la conseguente riduzione del potere d’acquisto delle famiglie stanno incidendo più pesantemente di quanto previsto.
Parlando di numeri, in questa settimana gli italiani hanno speso 1,2 miliardi nei saldi, ovvero 134 euro a famiglia».

Bisogna poi considerare un altro dato importante, in controtendenza con la cifra a livello nazionale del -10%: nelle località di villeggiatura, i turisti affollano anche i negozi facendo registrare un aumento del 3% degli affari, il trend migliore degli ultimi cinque anni. Ovviamente in questo caso, però, la cifra è influenzata pesantemente dai clienti stranieri, che uniscono il piacere della vacanza nel nostro Paese al piacere di rifarsi il guardaroba senza essere costretti a svenarsi.

 

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